Il tecnico del Milan alla vigilia del big match in casa della Juventus ha parlato di mercato, reintegro di Tomori e condizioni di Moreira. Silenzio sulla battuta di Chivu.
Conferenza stampa in casa Milan, alla vigilia del big match all’Allianz Stadium contro la Juventus. Entrambe sono a punteggio pieno dopo due partite, ma questo è il primo vero test della stagione. Il tecnico rossonero Ruben Amorim ha risposto alle domande dei giornalisti in sala stampa, alla presenza di patron Cardinale e dell’ad Calvelli.
Amorim e il suo voto al mercato rossonero
Dal mercato appena terminato alla sfida contro la Juventus all’Allianz Stadium. Un Ruben Amorim a 360 gradi ha risposto alle domande della stampa presente sotto lo sguardo interessato di Gerry Cardinale e dell’amministratore delegato Massimo Calvelli. La prima domanda è sullo spogliatoio, compatto, unito. In settimana diversi giocatori hanno parlato bene del loro allenatore, esigente, umano e amichevole: “Proverò a essere sempre così, sono il leader dello spogliatoio e devo aiutare i miei calciatori non solo in campo, ma anche fuori. C’è tanto da lavorare per vincere, per questo sono molto esigente, anche sull’alimentazione e sulla metodologia di lavoro“, ha spiegato Amorim.
Ottimo anche il rapporto con la proprietà e con la dirigenza rossonera: “Parlo ogni giorni con Cardinale e Calvelli. Sono contento del lavoro fatto sul mercato. Se guardiamo i nomi, chiunque potrà confermare la bontà dei nostri acquisti, elementi di primo livello che ci daranno una mano nel presente e nel futuro. Il voto al mercato? Ogni giocatore è perfetto per la nostra squadra, quindi do un bel 10. Ho la squadra migliore del mondo. Prendere un vice Ramos? Magari due attaccanti con caratteristiche diverse c’avrebbero fatto comodo, forse saremo un po’ corti in quel ruolo, ma dobbiamo dare spazio a Camarda, lo avrà e vedremo come andrà. Penso che possiamo giocare con tre elementi davanti, che possano ruotare. Pulisic ci può aiutare in determinate partite.
Su Moreira e il reintegro di Tomori
Amorim non si è sbilanciato sulla formazione di partenza da opporre alla Juventus e ha chiarito cosa ha portato al reintegro di Tomori, dopo le tante voci di mercato: “L’undici titolare non ve lo do, è importante che lo tenga per me. Moreira ha due settimane di allenamento, è più preparato ed è un’opzione. Dove può giocare? Esterno, quinto oppure trequartista. Anche Hutchinson lo è in due posizioni. Il reintegro di Tomori? Avendo avuto un problema con Gabbia, non sapendo come evolverà la situazione, avendo un ciclo di quattro gare in dieci giorni, ci siamo tutelati. Lui si stava allenando bene, è in un’ottima condizione fisica, ha esperienza e conosce l’ambiente“.
Sul big match con la Juve e sulle dichiarazioni di Chivu
Spazio, poi, alla sfida di domani contro la Juventus, primo vero banco di prova per il Milan di Amorim dopo le vittorie ottenute contro Torino e Venezia: “Capisco la curiosità attorno alla squadra contro una top come la Juventus. E’ un buon test per vedere se siamo migliorati rispetto alla settimana scorsa. Penso che la mia squadra sia pronta, io sono pronti. Spalletti è un grande allenatore, molto intelligente, mi piace come fa giocare le sue squadre. Sarà una partita difficile, ma siamo solo a inizio stagione. E poi la Juventus l’ho battuta in semifinale di Europa League con il Benfica. Il calendario? Non ho mai avuto una sequenza di partite del genere in una fase così cruciale della stagione. Nemmeno in Premier League. Sarà dura, ma ruoteremo e ogni calciatore giocherà.
In settimana hanno tenuto banco le dichiarazioni di Chivu, sui big match che affronterà l’Inter e se includere tra questi anche le partite contro Milan e Juventus, terminate fuori dalla Champions League la passata stagione: “A Chivu non rispondo, penso alla mia partita. Se vinceremo ancora saremo in testa alla classifica, probabilmente con altre squadre. Se abbiamo bisogno delle sue parole per motivarci e vincere, allora abbiamo qualcosa che non va. So che è dura per i nostri tifosi, noi siamo onesti nei loro confronti: c’è molto da fare, perché negli ultimi 20 anni abbiamo vinto solo uno scudetto. Questo ci preoccupa, non abbiamo bisogno di Chivu. Per me il Milan è il club migliore d’Italia, ha vinto 7 Champions League, un sacco di titoli, ma da 20 anni non vinciamo una Coppa Italia. Quindi concentriamoci su noi stessi”.

