“Non metto mai in concorrenza le
priorità. Io penso che sia un atto politico forte quello di
riconoscere al calcio femminile l’1%, quello che poi nelle
dichiarazioni spesso si dice ma nei fatti non si fa. Credo che
questo passo fatto andasse fatto già quando venne riconosciuto
il professionismo, perché senza le risorse a supporto il
professionismo è solo demagogia. E io invece credo che alla
concretezza”. Sono queste le parole di Andrea Abodi, ministro
per lo sport e i giovani, a margine dell’evento “Bando Oratori
2026 – Investire nei giovani, costruire comunità. Dalle idee ai
progetti” in Senato sulla decisione di destinare l’1% delle
risorse derivanti dai diritti audiovisivi sportivi assegnate
alla Figc al soggetto che organizza il campionato
professionistico di Serie A femminile. “Non è più il tempo delle
parole. Cercherò di informare meglio tutti sui provvedimenti del
Governo, in diverse circostanze ho notato una limitata
conoscenza dei fatti; a me interessa costruire, creare valore e
risolvere problemi, perché lo dobbiamo al calcio in generale e
agli appassionati. Ho avuto la sensazione di una
autoreferenzialità da parte del calcio che va superata”,
conclude.
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