Serie A: Roma e Lazio all’assalto dell’Inter con Gasperini e Gattuso

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Gian Piero era arrivato tra lo scetticismo generale, Rino era il più quotato come primo tecnico cacciato. Ora volano, anche se uno ha la spinta dei tifosi dell’Olimpico mentre l’altro ha lo stadio sempre vuoto

All’assalto dell’Inter. Solo che in questo momento a metter paura ai campioni d’Italia non ci sono Napoli, Milan o Juventus, quelle squadre che magari un po’ tutti si immaginavano all’inizio della stagione. Ma piuttosto le due romane, Roma e Lazio, che dopo tre giornate di campionato si trovano proprio lì, in vetta, al fianco dei tricolori di Chivu. Ma mentre la Roma non è una sorpresa, la Lazio a tutti gli effetti invece lo è. Soprattutto dopo un’estate di tormenti e la falsa partenza in Coppa Italia contro il Mantova. 

GLI ALLENATORI

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Da una parte c’è Gian Piero Gasperini, amato e coccolato dalla gente giallorossa, l’uomo che ha riportato la Roma in Champions a sette anni di distanza dalla sua ultima volta. Accolto con diffidenza (eufemismo), Gasperini in questi 14 mesi ha ribaltato ogni tipo di sentimento e si è preso pian piano la piazza. E con essa anche Trigoria, dove oramai lavora quasi da manager all’inglese. Dall’altra parte, invece, ecco Gennaro Gattuso, che è stato scelto da Lotito dopo la delusione azzurra e che non ha suscitato subito entusiasmo eccezionale nella gente biancoceleste. L’ex ct azzurro si è messo però lì, a lavorare con anima e cuore, e piano piano sta sistemando tutto. Iniziando anche a prendersi i primi meritati applausi (e riconoscimenti). Gattuso era partito addirittura con i bookmakers che lo davano come l’esonero più probabile tra le 20 squadre di Serie A, oggi si ritrova invece in vetta alla classifica della Serie A. 

IL MERCATO

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Anche il mercato estivo è stato profondamente diverso, con la Roma che ha investito in tutto oltre 116 milioni (36 Castro, 25 Mora e altrettanti per il riscatto di Malen, 16,5 Koulierakis, 13 Molina e uno Balerdi) e la Lazio che ha invece dovuto operare facendo i conti con il mercato a saldo zero, tranne poi chiuderlo in attivo di 9 milioni di euro. A Formello sono così arrivati Frattesi, Pinamonti, Doekhi, Sutalo, Gudmundsson, Pedraza e Diogo Leite, con una squadra a conti fatti sicuramente più forte dello scorso anno, soprattutto nel reparto offensivo. Esattamente come è più forte anche la Roma, che si è ristretta di rosa (rispetto a quella che ha chiuso la stagione passata sono andati via ben dieci giocatori, rimpiazzati da sei nuovi arrivi), ma ha maggiori opzioni di scelta, con una qualità generale più alta. 

LO STADIO

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Roma e Lazio vivono poi il paradosso dello stadio Olimpico. Stesso impianto di gioco, fotografie completamente opposte. Sempre sold out con la Roma (nell’ultima sfida con l’Atalanta c’erano oltre 67mila persone), praticamente vuoto con la Lazio, a causa della protesta dei tifosi biancocelesti nei confronti della proprietà. E allora se l’Olimpico può diventare un fattore in casa giallorossa (e, ad esempio, lo è stato sicuramente nella vittoria in rimonta contro la squadra di Sarri), può essere un handicap in casa laziale. Giocare senza la propria gente ha un peso, in negativo ovviamente. La società sta provando a ricucire lo strappo, i tifosi laziali sono però irremovibili. E si rifanno riempiendo d’amore la loro squadra nelle gare in trasferta. Quella giallorossa, invece, sta trascinando da anni la squadra. E ora vive il suo momento di massima euforia. 

LE STELLE

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In queste prime tre giornate di campionato nella Roma si è preso la scena ancora una volta l’olandese Donyell Malen, nella Lazio ha invece brillato di luce scintillante Davide Frattesi. In questo momento sono soprattutto loro le icone dei due club, le rispettive stelle polari di Gasperini e Gattuso. Malen ha segnato 5 gol nelle prime due partite (e potevano essere anche di più), tranne poi arenarsi contro l’Atalanta. Frattesi ha segnato in tutte e tre le gare vinte contro Bologna, Genoa e Udinese. E se tre dei 4 gol biancocelesti portano la sua firma un motivo c’è eccome. Davide ha ritrovato la voglia di giocare, di divertirsi. E lo ha fatto proprio a casa sua, lui che è cresciuto nella Lazio e che fin da bambino è tifoso di questa squadra. 

LE SORPRESE

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E poi ci sono i protagonisti che non ti aspetti, da una parte Matias Soulé e dall’altra Nuno Tavares. L’argentino ha vissuto un’estate in bilico, sempre sul piede di partenza, con la Roma a caccia di quelle plusvalenze necessarie per sistemare il bilancio. Alla fine Mati è rimasto a Roma e si è ripreso un po’ tutto con il gol decisivo all’Atalanta, dimostrando di essere ancora dentro il progetto. Ma anche l’esterno portoghese della Lazio sembrava dover andar via, messo sul mercato da Claudio Lotito, tranne poi cambiare tutto in corsa. In quel ruolo a Formello era arrivato Pedraza, poi Gattuso ha rimesso a lucido Tavares e lui gli ha regalato una serie di prestazioni chic. Riprendendosi di fatto il ruolo di titolare. E tendendo stretto la Lazio. 

GLI ALTRI GOL

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Poi, è ovvio, che per continuare a volare servirà ancora altro. Gasperini, ad esempio, spera che possa sbloccarsi presto Santiago Castro, che contro l’Atalanta ha vinto l’oscar della sfortuna: prima un palo pieno, poi il colpo di testa sulla traversa e infine quel tiro a giro uscito di centimetri, se non addirittura di millimetri. L’argentino è caldo, aspetta solo di festeggiare la sua prima rete in giallorosso. Dall’altra parte, invece, servirà ancora un po’ di rodaggio ad Andrea Pinamonti, che a Udine non ha girato a dovere ma che ha nei piedi (e nella testa) tanti gol. E anche importanti. Gli serve un po’ di tempo, ma quando Pinamonti inizierà a girare allora Gattuso avrò un’altra carta importante. Per continuare a sognare.



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