Ramos è un caso anche in Portogallo, l’equivoco Rabiot e le prime critiche

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Il pareggio con la Juventus ha sollevato i primi dubbi sul Milan di Amorim: Ramos fatica a incidere, Rabiot sembra fuori ruolo e spunta il paragone con Allegri

Il pareggio contro la Juventus ha fatto scattare il primo vero campanello d’allarme in casa Milan. Del calcio dominante promesso da Amorim, infatti, ancora non c’è traccia e la favola Cisse non basta a cancellare dubbi e perplessità. A preoccupare è soprattutto Gonçalo Ramos, il cui mal di gol ha trovato ampio risalto anche in Portogallo. Se Diego Moreira è arrivato da poco e ha bisogno di tempo per inserirsi, il tecnico ex United è chiamato anche a risolvere l’equivoco Rabiot, penalizzato dal nuovo sistema di gioco.

Milan, Ramos è già un caso: il problema del gol preoccupa

Un gol contro il Venezia, dopo aver sciupato diverse occasioni colossali, e una prestazione senza tiri in porta nel big match con la Juventus. L’acquisto più costoso della storia del Diavolo, un’operazione da 74 milioni di euro più bonus, è ancora un pesce fuor d’acqua nello scacchiere di Amorim.

L’impegno non si discute, ma davanti Ramos è spesso isolato e i rifornimenti scarseggiano. C’è chi teme che la maledizione del numero 9 possa colpire anche il centravanti arrivato dal PSG, di cui si parla molto anche in Portogallo. Il quotidiano A Bola si è soffermato sul trattamento riservato dalla stampa italiana a Gonçalo dopo la partita contro la Juventus, nella quale è stato stritolato da Bremer e Lucumí. Sono fioccate le insufficienze e non è un segnale incoraggiante nemmeno in chiave nazionale, dove Ramos è il candidato numero uno a raccogliere l’eredità di Cristiano Ronaldo in attacco.

L’equivoco Rabiot: il nuovo ruolo penalizza il francese

Devastante all’esordio in campionato contro il Torino, quando da subentrato ha inciso sulla partita con un gol e un assist, Rabiot è stato tra i peggiori in campo alla prima da titolare contro la Juventus. La sensazione è che il francese, schierato da Amorim sulla trequarti a supporto della punta, rappresenti un vero equivoco tattico.

In posizione avanzata Rabiot sembra infatti perdere alcune delle sue caratteristiche principali, dalla progressione palla al piede a campo aperto alla capacità di inserirsi. Un discorso che può essere esteso anche a Saelemaekers, apparso in difficoltà nel nuovo ruolo disegnato dall’allenatore. Sul suo canale YouTube, il giornalista Carlo Pellegatti ha lanciato un appello chiaro: “Odio il verbo adattare: mettiamo i giocatori al posto giusto, basta adattamenti”.

Il fantasma di Allegri aleggia già su Amorim

Anche Amorim ha bisogno di calarsi pienamente nella nuova realtà del calcio italiano, molto diversa da quella portoghese e inglese. Intanto, però, il paragone con Allegri è già scattato. Sulle colonne de Il Giornale, Franco Ordine ha punzecchiato il concetto di calcio dominante espresso dal tecnico portoghese nel giorno della presentazione: “Il Milan visto contro la Juve ha più ricordato quello di Allegri che forse, nel finale, sarebbe riuscito a difendere meglio sull’ultimo pallone scaraventato in area da Koopmeiners, totalmente libero, deviato in gol da Gatti”. Anche Sandro Sabatini ha affrontato la questione nel corso di Numer1 Podcast: “Né da Spalletti né da Amorim ho visto padronanza del gioco, idee, schemi e calcio dominante. Se Allegri fosse stato l’allenatore di una delle due squadre chissà quante gliene avrebbero dette”.

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