Inter, Bergomi piange quande vede le partite. Il consiglio a Chivu su come battere il Real Madrid

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L’ex capitano nerazzurro confessa che spesso si commuove allo stadio, poi analizza il big match di Champions League di domani al Berbabeu

Fa il commentatore per Sky Italia, l’allenatore nell’accademia dell’Inter e tiene conferenze per aziende e studenti universitari per condividere la sua esperienza, ha l’hobby del padel ma Beppe Bergomi si emoziona ancoira a guardare le partite. L’ex capitano dell’Inter lo confessa ad As presentando la sfida di Champions League di domani tra i nerazzurri e il Real Madrid al Bernabeu.

Bergomi piange allo stadio

E quando parliamo di commozione parliamo di lacrime vere. Dice Bergomi: “Mi è capitato diverse volte di piangere guardando le partite. Il calcio, e lo sport in generale, mi emozionano profondamente, e a volte esprimo questa emozione spontanea in modo piuttosto aperto. Ci sono partite che trovo particolarmente toccanti per la loro epicità. Ricordo, ad esempio, la vittoria per 4-3 dell’Inter contro il Barcellona l’anno scorso, che ho commentato in televisione, o la rimonta del Liverpool contro il Borussia Dortmund di qualche anno fa, terminata anch’essa 4-3, in cui ero vicino ai tifosi inglesi. È vero che in quelle occasioni mi è scesa una lacrima o due.”

Le tre tentazioni

Per tre volte è stato tentato di lasciare l’Inter ma ha sempre detto di no: “Ero felice nel mio amato club. Quando avevo poco più di vent’anni, Trapattoni mi chiamò per portarmi alla Juventus, ma gli dissi che ero felice a casa e non volevo andarmene. Capì e mi disse anche che avevo ragione. Negli anni ’90, anche Roma e Lazio cercarono di ingaggiarmi. Avevo qualche piccolo dubbio perché era un periodo in cui non ero considerato un titolare fisso, ma l’allenatore, Osvaldo Bagnoli, mi rincuorò e decisi di rimanere per tornare a essere un giocatore importante.”

Domani c’è Real-Inter, lui affrontò le merengues la prima volta quando aveva 17 anni: “Quel momento è indimenticabile. Era una partita di Coppa dei Campioni del 1981; perdemmo 2-0 con gol di Juanito e Santillana, ed entrai in campo nel secondo tempo da adolescente. Ero incredibilmente emozionato di giocare per la prima volta in uno stadio così magnifico e ricco di storia come il Bernabéu. La seconda partita che ricordo più vividamente è quella di molti anni dopo, quando battemmo il Real Madrid, che era di nuovo campione d’Europa, 3-1 alla Meazza, con me come capitano. Fu la mia ultima partita contro di loro.”

Il consiglio a Chivu

Poi analizza la gara: “Spero che l’Inter giochi con coraggio. Se scendiamo in campo solo per difenderci, non avremo alcuna possibilità. Quando vai al Bernabéu, pensare di poter dominare la partita è pura illusione, ma l’obiettivo deve essere quello di avere il coraggio e la mentalità giusta per provare a prendere il controllo a centrocampo, dove mancano alcuni giocatori chiave. Sappiamo benissimo che tipo di avversario affronteremo, ma mi aspetto un’Inter aggressiva e coraggiosa che dia filo da torcere. Mourinho sta cambiando alcuni aspetti del gioco e sta costruendo una squadra forte in difesa e determinata in attacco, ma può comunque essere ferita. Sostengo da anni che l’Inter non sia nemmeno la migliore squadra in Italia in termini di qualità, ma è la più coraggiosa, ed è questo che ci ha fatto vincere i titoli.

L’Inter dà sempre la priorità alla forza del gruppo, alla solidarietà, alla resilienza di fronte alle avversità e al coraggio. In questo senso, è simile al Real Madrid. Quello che credo sia che dovrebbe finalmente passare a una difesa a quattro per avere più opzioni in Europa. La difesa a tre ha dato buoni risultati, ma è necessario adottare lo stesso modulo delle squadre di vertice per avere un attaccante in più e sfruttare la velocità e l’imprevedibilità dei giocatori in attacco. Questo sarebbe un passo avanti.”

Per il Real solo elogi: “È una squadra con giocatori di livello mondiale come Mbappé, Vinicius e Bellingham, ma io sono innamorato di Valverde. È un centrocampista completo, capace di difendere, attaccare, ha un buon tiro, è molto costante e si fa sempre trovare pronto nei momenti difficili. Dal mio punto di vista, Valverde è un giocatore straordinario che rappresenta il Real Madrid e i suoi tifosi. Mbappé è un giocatore diverso, ma ovviamente lo adoro. È un attaccante di livello superlativo. Viene criticato perché a volte non dà il 100% per la squadra, ma la sua qualità è talmente spettacolare che compensa ampiamente in attacco. Basandomi sul puro talento, penso che sia lui quello che più di tutti merita il prossimo Pallone d’Oro.”

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