Rigori? Rigorini? Nulla di tutto questo: nelle prime due giornate di A siamo a… zero

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Le nuove direttive arbitrali hanno portato anche all’allungamento del tempo di gioco

Mario Canfora

Giornalista

Le nuove direttive su una diversa gestione del gioco da parte degli arbitri stanno al momento dando frutti. Siamo appena all’inizio, certo, ma i dati sono sempre dati e ragionando su questi è evidente che un cambio di marcia c’è. Poi, tra 4-5 giornate, si capirà davvero se il trend è destinato a durare oppure se si tratta solo di un cambio di scenario momentaneo.

dati

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Due sono i dati particolari sulla Serie A dopo le prime due giornate: il tempo effettivo è salito ancora (nella seconda giornata oltre 60’ di media, con il record di 68’10″ di Atalanta-Bologna), sempre legato alle nuove regole e al nuovo metodo di arbitraggio. L’altra invece è che non sono scomparsi solo gli 0-0 ma anche i rigori: non era mai successo che dopo le prime due giornate non ne venissero assegnati dal ritorno del campionato alle 20 squadre nel 2004-05.

tempo

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Andiamo per ordine. La tendenza a giocare di più è stata quindi confermata nella seconda giornata: a parte Fiorentina-Frosinone, con tempo effettivo di 49 minuti e 38 secondi, Monza-Udinese (60’06”), Sassuolo-Torino (60’07”), Cagliari-Inter (63’04”), Napoli-Como (64’04”), Lazio-Genoa (64’20”) e Atalanta-Bologna (68’10”) hanno sfondato l’ora di gioco, mentre Milan-Venezia (58’55”) e Lecce-Roma (59’55”) ci sono andate vicino. Per Juve-Parma invece 53 minuti e sette secondi di gioco effettivo. 

rigori

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E i rigori? Qui le nuove direttive forse stanno andando anche oltre le previsioni. Zero in 180 minuti, sembra incredibile ma è così. In effetti, non succedeva da 18 anni che nelle prime due giornate non venisse assegnato un solo tiro dal dischetto. Lo scorso anno dopo due giornate furono tre.



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