Leao, le ultime parole da milanista: “Avrei voluto salutare i tifosi a San Siro”

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Il portoghese a Linate ha rilasciato le sue ultime parole da milanista: “Auguro il meglio al Milan, continuerò a guardarlo da lontano”. Questa sera Leao sarà allo stadio per Galatasaray-Goztepe

Arrivederci Milano. Rafa Leao sta per prendere il volo privato per Istanbul e per la prima volta pensa da calciatore del Galatasaray. Viaggia con tre persone: Abdullah Kavukcu, il vicepresidente del Gala venuto a Milano per lui, George Gardi, il consulente strategico del club turco, e Antonio Leo, l’avvocato che segue Rafa da quando gioca in Italia e fu fondamentale anche per il rinnovo. Questa sera Leao sarà allo stadio per Galatasaray-Goztepe, terza giornata di campionato: conoscerà i suoi nuovi tifosi e verrà accolto alla grande, perché in Turchia sui decibel non si risparmia, soprattutto per un giocatore pagato 43 milioni. Domani sarà il giorno delle visite mediche e della firma. 

LE PAROLE A LINATE

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Rafa a Linate ha lasciato le sue ultime parole da milanista: “Volevo essere in campo, salutare i tifosi, sentire la loro energia. Non è stato possibile ma auguro il meglio al Milan, continuerò a guardarlo da lontano. Grazie mille ai tifosi, dal primo giorno mi sono sentito a casa. Se i giornalisti e le critiche mi hanno fatto arrabbiare? Quando fai bene si parla bene di te, quando non fai bene è giusto che la gente parli ma se, parla di te, è perché hai qualcosa di diverso”. 

LEAO 27, NUOVO NUMERO

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La cronaca ora parla di un nuovo capitolo da aprire. Con un particolare: il contratto di Rafa con il Galatasaray sarà un quadriennale. Quattro anni, non cinque. L’ingaggio, come si sa da mesi, sarà XXL: 12 milioni a stagione, quasi il doppio di quello che Leao prendeva dal Milan. Sarà più ricco, sarà ancora il papà dei suoi due bambini ma anche un uomo diverso, con abitudini da riscrivere dopo sette anni. Città nuova, vita nuova, numero di maglia nuovo. Il 10 e il 17, i numeri della vita di Rafa, al Galatasaray sono occupati, così Leao ha scelto il 27. Quelle maglie, a Istanbul, si venderanno a migliaia.



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