Milan, Amorim al fischio finale è scappato negli spogliatoi per calmarsi, ecco cosa è successo. La cena di Ramos

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Il tecnico rossonero non voleva presentarsi agitato davanti alle telecamere, il bomber ha festeggiato la rete offrendo al ristorante a tutta la squadra

E’ finita con la squadra tutta insieme a cena al ristorante, regalo di Goncalo Ramos che – dopo aver sbagliato due gol ed essersi poi sbloccato col gol che ha stappato la partita col Venezia – ha offerto a tutti per festeggiare ma non è stata una serata completamente tranquilla per Amorim. Il tecnico ha già cambiato pelle al Milan, continua a inventare nuovi ruoli ai suoi giocatori (ultimo esempio Saelemaekers trequartista) e a innovare ma in una cosa è simile al suo predecessore Allegri. Tanto lontano tatticamente dall’attuale allenatore del Napoli quanto simile per l’atteggiamento a fine gara. Tutti ricordano come Allegri a volte non aspettasse neanche il fischio finale per catapultarsi negli spogliatoi, ebbene anche Amorim a fine partita è dovuto scappare nel tunnel per calmarsi. Lo ha rivelato lui stesso.

La fuga di Amorim

“Finisce la partita e, a prescindere dal risultato — soprattutto quando vinciamo — vado subito nello spogliatoio – dice l’ex Manchester – perché ho bisogno di calmarmi, sapendo di essere il volto della squadra. Ci metto sempre la faccia, qualunque sia il risultato. Per me è fondamentale prendermi un momento per analizzare la gara e far scendere l’adrenalina, perché sono come voi, un po’ come gli italiani: un ragazzo molto passionale. Ho proprio bisogno di quei 5 minuti per me stesso. Il mio primo pensiero è stato che abbiamo ancora tantissimo da fare. A fine gara la sensazione era che siamo ancora lontani dal livello necessario per essere una squadra davvero fortissima. Allo stesso tempo, però, ero davvero orgoglioso dei ragazzi, perché stanno dimostrando coraggio e lavorano duramente. La mia primissima sensazione è stata la felicità per la vittoria, ma stavo già pensando a cosa avrei dovuto dire qui in conferenza e su cosa dovremo lavorare al prossimo allenamento”.

Cosa preoccupa di questo Milan

Ma cos’è che ha fatto preoccupare l’allenatore? Semplice: “Concedere tutte queste occasioni significa che prima o poi un gol lo subiremo, e a quel punto diventerà difficile ribaltare la situazione. Ma è il nostro modo attuale di difendere: lasciamo tantissimo spazio ed è dura per i miei giocatori. A volte, mentre stiamo attaccando, per loro è difficile non limitarsi a guardare il pallone, ma cercare di capire cosa fare nel caso in cui dovessimo perderlo. Sono tutti dettagli su cui ci serve tempo per lavorare. A volte dobbiamo essere intelligenti e capire che la partita ha momenti diversi. L’idea che mi sono fatto durante la gara è che stiamo facendo molte cose buone, ma c’è ancora tanto da migliorare per diventare una squadra davvero fortissima.

“In questo momento tutto ciò che succede è un passo in avanti, mai all’indietro, perché anche le difficoltà ci aiutano a capire su cosa dobbiamo lavorare. Quindi tutto quello che è successo oggi è utilissimo per fare un ulteriore salto di qualità”. Ultimo pensiero per Ramos: “Per quanto riguarda Gonçalo Ramos, è qui che si vedono i grandi giocatori, e cito lui perché ha vinto tutto al PSG. Ramos ha sbagliato due occasioni, ma alla terza è rimasto calmo: non stava a pensare agli errori precedenti. Questa è una dote che viene con l’esperienza e la qualità. Quindi non ho detto nulla a Ramos: ha fatto un lavoro straordinario ed ero già sicuro che alla chance successiva avrebbe segnato. Ha giocato una grande partita”.

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