
Dopo la vittoria nella prima giornata del campionato di Serie A ottenuta sul campo del Frosinone, decisiva la rete di Gleison Bremer, sono già iniziati i primi processi alla Juventus targata Luciano Spalletti. Rinnovata nell’organico, nonostante la mancanza di ancora qualche tassello importante, la squadra bianconera ha palesato alcuni problemi che già si sono visti lo scorso anno e che sono costati diversi punti, rivelatisi decisivi ai fini della mancata conquista di un posto in questa edizione della Champions League.
È dello stesso parere anche l’ex attaccante della Juventus Michele Padovano, a Torino dal 1995 al 1997 e sempre rimasto vicino ai colori della società piemontese in questi anni.
“Anno nuovo, vecchia Juve. La squadra ha creato e ha sbagliato tanto, se Kolo Muani e Conceicao avessero realizzato quei gol, abbastanza semplici per due giocatori con la loro qualità, la partita sarebbe stata un’altra. Invece, è rimasta aperta fino alla fine rischiando di pareggiare. Di positivo, ci sono solo i tre punti”.
Nel frattempo, Spalletti deve fare i conti col problema al piede di Kenan Yildiz. Da capire se dovrà operarsi o meno, in caso di esito negativo degli esami dovrà stare lontano dai campi per almeno due mesi. Ed è pronto e scalpitante alle sue spalle il nuovo acquisto Kerim Alajbegovic.
“Aspettiamo notizie ufficiali, speriamo non sia niente di grave. Sarebbe certamente una brutta tegola, da lui quest’anno mi aspetto grandi cose, viste le sue grandissime qualità. Gli infortuni nel calcio succedono, peccato. Alajbegovic è un ragazzo molto interessante dalle qualità importanti. È un calciatore che non appena ha la palla tra i piedi, il suo primo pensiero è quello di saltare l’uomo. Questo è sinonimo di grande fiducia, adesso tocca anche alla squadra metterlo nelle condizioni di sfruttare al meglio le sue enormi capacità”.
Un altro che deve necessariamente ritrovarsi è Andrea Cambiaso, che ha iniziato ufficialmente la stagione con l’esclusione dalla formazione iniziale dello scorso weekend, sostituto dal nuovo arrivato Zeki Celik.
“Cambiaso ha dimostrato di essere un calciatore importante, forte. Da quando sono iniziate a suonare le sirene di mercato, si è seduto. Ed è da un anno e mezzo che non è più lo stesso di prima. E non lo vede neanche Spalletti, visto che non lo ha fatto giocare a Frosinone. Probabilmente, è nella sua testa che deve cercare quello che manca in questo momento”.
Lasciano da parte il campo, quando mancano pochi giorni alla chiusura della sessione estiva del calciomercato sono diverse ancora le operazioni, in entrata e in uscita, da portare a termine per il trio Carnevali-Massara-Ottolini.
“Penso che i dirigenti abbiano fatto un ottimo lavoro. La spina dorsale della squadra è quasi completa, hanno rinnovato il reparto dei portieri, hanno preso Lucumi per la difesa e Kolo Muani per l’attacco. Manca un uomo in mezzo al campo, potrebbe essere quel Kessie di cui tanto si parla. A Douglas Luiz darei un’altra chance, il giocatore è forte. E lo vedrei molto bene con l’ivoriano. Di contro, Locatelli e il brasiliano non mi sembrano complementari. Magari aspetteranno gli ultimi giorni di mercato per fare gli ultimi acquisti, come spesso succede”.
Infine, domanda da un milione di dollari per Padovano: per cosa può lottare questa Juventus? E la risposta è sorprendente.
“Secondo me, questa è una squadra che se centra gli ultimi due acquisti, che potrebbero essere Kessie e Sorloth, può dare fastidio all’Inter per la vittoria dello scudetto. La rosa è di qualità, se si incastrano alcune situazioni potrebbe essere la sorpresa, fermo restando che i nerazzurri sono gli assoluti favoriti”, ha concluso a Virgilio Sport.

