“Con Orsato cambiamento significativo. Gol Calhanoglu regolare, De Bruyne non è da Var”

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L’ex arbitro internazionale Gianpaolo Calvarese, in esclusiva a Virgilio Sport, analizza i primi episodi controversi della Serie A: “Con Orsato cambiamento significativo. Il gol di Calhanoglu è regolare, De Bruyne-Vasquez non è da VAR. Il fallo di mano di Vlasic? Per me è rigore”

Dopo le prime otto partite disputate, valide per la prima giornata del campionato di Serie A e in attesa delle gare di oggi Bologna-Lazio e Roma-Fiorentina, ci sono già diversi episodi arbitrali che hanno fatto, e continuano, a far discutere.

Nel contempo, con la nuova guida di Daniele Orsato, i fischietti italiano hanno messo in campo un diverso modo di dirigere le partite. Ne abbiamo parlato con l’ex direttore di gara internazionale Gianpaolo Calvarese, attuale commentatore televisivo per le gare di Champions League di Amazon Prime Video nonché autore sul suo portale calvar.it di analisi e approndimenti tecnici sulle questioni arbitrali.

“Ho notato un cambiamento tecnico piuttosto significativo. Mi sembra evidente la volontà di questa nuova Commissione, anche sulla scia delle linee guida indicate dalla UEFA pochi giorni fa, di rimettere l’arbitro al centro. E, secondo me, non è un caso che, nelle prime otto partite non ci siano state On Field Review. È un segnale. Perché una delle criticità emerse negli ultimi anni era proprio questa: VAR troppo presente, troppi fischi, troppi contatti trasformati automaticamente in falli e, alla fine, un impoverimento dell’arbitraggio. Credo che il principio guida di questa nuova Commissione sia esattamente questo: l’arbitro deve tornare a decidere. Deve avere coraggio, assumersi responsabilità e, quando serve, prendere anche decisioni impopolari. Da queste prime partite vedo soprattutto due indicazioni. La prima è la volontà di non fischiare ogni contatto, ma di lavorare sulla qualità tecnica della valutazione: capire quando un contatto è realmente falloso e quando invece appartiene alla normale dinamica del gioco. La seconda riguarda il VAR: utilizzarlo per il motivo per cui è nato, cioè intervenire davanti a chiari ed evidenti errori, senza trasformarlo in uno strumento per ri-arbitrare ogni episodio”.

Andando nello specifico, partiamo dall’analizzare il contatto da Kevin de Bruyne e Johan Vasquez in Genoa-Napoli. Da questo episodio è nato il gol del momentaneo 1-0 per i campani di Massimiliano Allegri, una rete contestata ferocemente nel post partita dal tecnico dei liguri Daniele De Rossi.

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“La certezza, secondo me, è che questo è un contatto sul quale il VAR non deve intervenire. Perché è vero che ci sono elementi per considerare falloso il contatto tra De Bruyne e Vasquez, prima dello 0-1 segnato dal belga: il difensore messicano si trova davanti, è sul pallone e probabilmente, senza quel contatto, avrebbe potuto controllarlo. È vero anche, però, che sembra più un contatto che una vera e propria spinta. E, infatti, credo che, se una situazione del genere fosse accaduta in area di rigore, concedere il penalty sarebbe stato eccessivo. Proprio per questo siamo in una situazione interpretabile, non davanti a un chiaro ed evidente errore. Il VAR, quindi, fa bene a non intervenire”.

Spostando il focus sull’Inter campione d’Italia in carica, vittoriosa all’esordio contro il Monza, ha fatto molto discutere la rete dell’iniziale vantaggio, realizzata da Hakan Calhanoglu, per la posizione di presunto fuorigioco di Bisseck, posizionato sulla traiettoria del tiro. Questo il pensiero di Calvarese.

“Mettersi a discutere il gol di Calhanoglu, per me, è l’anticalcio. Dal punto di vista tecnico, non esiste nessun presupposto regolamentare per considerare la posizione di Bisseck punibile. Il tedesco non è assolutamente sulla linea di visione del portiere, non fa alcun movimento che abbia un impatto su Pizzignacco, né prova a giocare il pallone impattando sul portiere”.

Infine, nella serata di ieri abbiamo assistito ad un tocco di mano di Vlasic in Torino-Milan che ha fatto gridare al rigore i rossoneri.

“Inizialmente, Vlasic è in una posizione corretta per affrontare il cross e per poter intervenire. È vero che l’arto non è completamente stretto e attaccato al corpo. Ma il regolamento non dice che un difendente debba tenere le braccia dietro la schiena. La sensazione è che quando vede partire il cross di Cisse, peraltro da distanza ravvicinata, il numero 10 granata provi a togliere il braccio, a portarlo indietro. Ma per effetto di questo movimento, al momento dell’impatto l’arto si trova in una posizione davvero alta; e, addirittura, da un’altra inquadratura sembra che vada verso il pallone. Motivo per cui, nonostante la complessità dell’episodio, per me questo è calcio di rigore”, ha concluso Calvarese a Virgilio Sport.

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