il coro dei tifosi e l’alibi del tecnico

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Gli Spurs travolti al debutto col Brentford che si impone per 3-0 e sbaglia anche un rigore, l’allenatore italiano spiega perché non sono ancora una squadra

Era il 1985 quando nelle hit musicali spiccava “Money for nothing”, brano dei Dire Straits contenuto nell’album “Brothers in arms” ma quel ritornello suona quantomai moderno pensando al Tottenham di De Zerbi. Gli Spurs hanno rimediato una figuraccia in campionato venendo travolti dal Brentford per 3-0 con i padroni di casa che hanno sbagliato anche un rigore e il tecnico italiano è già sotto accusa dopo una campagna acquisti faraonica.

Gli Spurs hanno speso 237 milioni di sterline

Non ha badato a spese il Tottenham questa estate sul mercato: presi Savinho, Tonali, Mateus Fernandes e Van Hecke tra i colpi principali, oltre agli arrivi a parametro zero di Senesi e Robertson. Dopo la salvezza risicata dello scorso anno ci si aspettava una partenza decisamente diversa. Mai in partita gli Spurs nonostante la presenza in campo di tutti i suoi assi e De Zerbi ora è già sotto accusa.

Il coro dei tifosi rivali

Ad un certo punto della gara i tifosi del Brentford, euforici, hanno preso in giro l’ex allenatore del Sassuolo cantando: “Thomas Frank, ti ​​sta ridendo dietro”. Il riferimento era a Frank, il predecessore di De Zerbi, che aveva lasciato il Brentford per il Tottenham la scorsa estate, ma era finito per essere detestato dai tifosi degli Spurs ed era stato licenziato dopo otto mesi.

Le scuse di De Zerbi

De Zerbi ha ammesso che gli Spurs non hanno ‘combattuto nel modo giusto’, ‘hanno perso troppi duelli’ e ‘hanno commesso molti errori’. Ha anche affermato che devono migliorare nella loro ‘condizione fisica’ e nell”organizzazione’, ma ha insistito di credere nei suoi giocatori e di aver bisogno di tempo affinché diventassero una squadra: “Mi dispiace per la sconfitta. Non abbiamo giocato bene. Abbiamo giocato molto male. Non siamo ancora una squadra per molte ragioni. Non siamo nelle condizioni fisiche adeguate, ma queste non sono scuse, è una situazione normale quando si costruisce un nuovo progetto. Fa parte del nostro viaggio. Sì, sono sorpreso e soffro per questa sconfitta. Me lo aspettavo sicuramente. Non mi aspettavo questo risultato, ma sapevo i problemi che avremmo trovato”.

“Stiamo cercando di costruire qualcosa di buono – ha aggiunto – Ci sono dei passi per migliorare. Ora, l’obiettivo è diventare una squadra. Diventi una squadra quando i giocatori trovano una connessione, lo spirito e l’anima. Prima di questa partita, quando mi chiedevano degli obiettivi, dicevo prima di tutto dobbiamo lottare per diventare una squadra e le due condizioni principali sono l’anima e lo stile di gioco. Quando troviamo questi, possiamo diventare pericolosi contro ogni squadra. Finché non li raggiungeremo, dobbiamo soffrire e oggi può essere una sconfitta importante. Forse ci sveglieremo più forti”.

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