Spero che la squadra non sia al top e che il mio lavoro abbia portato poco

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Domani la Dea affronta l’Hapoel nell’andata dei playoff di Conference League, il tecnico si aspetta una battaglia ma confida che ci siano ancora molti margini di crescita

“Non si può abbassare un po’ questa luce, ce l’ho negli occhi, così per mezzora divento cieco, vabbè guarderò in basso“. Maurizio Sarri non perde mai il vizio di lamentarsi di qualcosa, anche quando lo fa con goliardia come in questo caso, prima della conferenza ufficiale. Alla vigilia del debutto stagionale, nell’andata dei playoff di Conference League contro l’Hapoel, il tecnico dell’Atalanta esagera nella considerazione dell’avversario e avvisa tutti sulle difficoltà della gara.

Il paradosso di Sarri

“Ci teniamo moltissimo ad andare in Europa, non siamo stati fortunati nel sorteggio, troviamo una squadra molto più forte di quella che un osservatore superficiale potrebbe pensare, ci aspetta una battaglia, non dobbiamo dimenticare che va gestita come una gara da 180′ senza perdere la testa di fronte agli episodi che siano negativi o positivi”. Poi il paradosso: “Spero non stia benissimo perchè vorrebbe dire che abbiamo margini di crescita, nelle ultime amichevoli è andata bene ma spero che non siamo al 100%, spero che sia un punto ancora basso del mio lavoro. Abbiamo iniziato un percorso diverso ed è evidente che siamo una squadra in costruzione e da costruire nell’anno del Mondiale, tutti però stanno dando disponibilità estrema e allenarli dà gusto. Speriamo di crescere velocemente, vedo senso di appartenenza da parte di tutti e questo mi dà fiducia che alla lunga si possa far bene”. Quattro partite in 12 giorni non è l’ideale per un allenatore come Sarri che non ama troppo il turnover: “Vediamo partita per partita senza programmare una rotazione”.

Fiducia in Giuntoli

Il passaggio alla difesa a quattro comporta qualche problema: “Siamo in una fase in cui commettiamo tanti errori in difesa, a volte si guarda la palla e a volte l’uomo ma era inevitabile, lo dico ai ragazzi sempre. Samardzic? In questo ruolo ha già giocato a Udine, la posizione gli piace e a lui ho detto che tra qualche anno potrà fare anche il vertice basso”. Quando arriva la domanda sul mercato arriva la solita smorfia: “Il mercato è sempre connesso tra esigenze tecniche e societarie, in questo momento non mi interessa, ho 4 gare in 12 giorni cui pensare, ho qui Giuntoli che è bravissimo, mi fido completamente di lui e della società”.

Le verità di Ederson

In sala stampa anche Ederson che ripete di essere contento di essere rimasto dopo la telenovela col Manchester United che prima l’ha acquistato e poi l’ha rispedito indietro: “La migliore ricetta era rimanere con chi mi voleva davvero e che mi vuole bene dopo tutto quello che è successo, questa maglia mi ha sempre portato bene. Sono andato ai Mondiali ed è sempre bello, quello che è successo dopo non lo so ma io sono sempre lo stesso, sono Ederson, mi conoscete, darò sempre tutto. Ora dobbiamo lavorare per capire il nuovo sistema del mister, solo dopo penseremo agli obiettivi stagionali”.

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