L’argentino 19enne cambia la Fiorentina: Grosso studia come farlo convivere con Atta, valuta un nuovo modulo per esaltare il talento argentino proveniente dal Real
La fantasia ha un prezzo. E qualche volta anche un problema tattico. Franco Mastantuono è arrivato a Firenze con l’etichetta pesante della nuova stella viola. Il talento 19enne, chiamato ad accendere la Fiorentina del centenario, sarà sia jolly che rebus a centrocampo per Fabio Grosso. Ma insieme all’argentino arriva anche un piccolo rompicapo per il neo tecnico viola: come far convivere Mastantuono e Arthur Atta senza rinunciare alla struttura della squadra?
Mastantuono, il colpo che profuma di futuro
Classe 2007, nato ad Azul, Mastantuono è cresciuto nel settore giovanile del River Plate, il club che lo ha lanciato nel calcio dei grandi. A soli 16 anni ha debuttato in prima squadra, diventando uno dei più giovani esordienti della storia del club. Poi la scalata: i gol, le punizioni, il debutto con l’Argentina e infine il trasferimento al Real Madrid, che nell’estate 2025 lo ha acquistato per un’operazione complessiva da circa 63,2 milioni di euro, tra cifra destinata al River e oneri fiscali.
A Madrid, però, la prima stagione non è andata come sperava. Mastantuono ha trovato poco spazio e il Real ha scelto di mandarlo a giocare con continuità. La Fiorentina lo ha ottenuto in prestito secco fino al 30 giugno 2027, senza diritto di riscatto. L’operazione prevede una partecipazione del club spagnolo allo stipendio: il costo per la Fiorentina è legato soprattutto alla quota di ingaggio, con cifre riportate intorno ai 3,5 milioni netti complessivi.
Mancino, fantasia e quel ‘vizio’ di partire da destra
Mastantuono è uno di quei giocatori che non hanno bisogno di molto spazio per fare la differenza. Mancino naturale, trequartista, esterno destro, ama partire largo per poi accentrarsi e puntare l’area. Ha tecnica nello stretto, dribbling, cambio di passo e soprattutto un piede sinistro capace di produrre assist e conclusioni dalla distanza. È anche uno specialista dei calci piazzati: la punizione contro il Boca Juniors, nel Superclásico, è diventata una delle fotografie della sua esplosione.
È un giocatore verticale, ma non necessariamente un’ala classica. Non ama restare incollato alla linea: preferisce ricevere tra fascia e mezzo spazio, puntare l’uomo, rientrare sul sinistro e scegliere se calciare o servire il compagno. È proprio questa natura ibrida a rendere complicato inserirlo nel 4-3-3 più tradizionale.
Il problema di Grosso: Mastantuono e Atta insieme
Il 4-3-3 studiato dall’allenatore Viola, infatti, rischia di diventare da subito stretto per due giocatori che amano ricevere palla, muoversi tra le linee e avere libertà di inventare. Grosso aveva costruito la Fiorentina con Arthur Atta destinato a giocare da mezzala e con il tridente davanti. L’arrivo di Mastantuono cambia però la geometria del progetto.
Proprio l’ex Udinese è uno dei giocatori che più hanno impressionato nella preparazione: qualità nel palleggio, capacità di inserirsi, fisicità e soprattutto una naturale inclinazione a occupare zone avanzate del campo. Grosso lo ha pensato da mezzala, ma il francese tende inevitabilmente ad avvicinarsi alla trequarti. Mastantuono, invece, ha bisogno di partire da destra e di avere libertà di accentrarsi.
Come giocherà la Viola
La sensazione è che Grosso possa partire da un’idea e arrivare a un’altra. Il 4-3-3 resta una base possibile, soprattutto quando serviranno ampiezza e pressione alta, ma la presenza di Mastantuono invita a liberare un uomo tra le linee.
La soluzione più intrigante è un 4-3-2-1: Fagioli davanti alla difesa, Atta mezzala con licenza di accompagnare l’azione, e davanti la coppia di fantasisti formata da Mastantuono e Gudmundsson alle spalle di Kean (o di Pellegrino). Una squadra più stretta, più tecnica, capace di riempire il centro e di sfruttare la qualità del nuovo argentino negli ultimi trenta metri.
La prima risposta è già arrivata
Grosso, intanto, ha già iniziato a sperimentare. Nel debutto ufficiale contro il Benevento, vinto 4-1 in Coppa Italia, la Fiorentina ha proposto una struttura 4-3-2-1 e Mastantuono è entrato nella ripresa, mostrando immediatamente alcune delle qualità che hanno convinto il Real Madrid a investire su di lui. Anche Atta ha lasciato buone sensazioni, partecipando all’azione del primo gol con un passaggio decisivo.
A Firenze la risposta sembra già scritta. La tentazione Mastantuono è quella di metterlo nelle condizioni di decidere le partite. E se per farlo bisogna sacrificare il 4-3-3, Grosso sembra pronto a farlo. La nuova Fiorentina può nascere proprio da qui.
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