al via era Orsato, il closed Var, Mariani l’indesiderato dell’Inter è il n.1, chi sono i nuovi talenti

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Domani le prime designazioni del neo-designatore che deve spazzare via un anno nero per i fischietti che ancora si trascina dietro dubbi e veleni

La rivoluzione inizia domani, alle 12, quando Daniele Orsato, neo designatore arbitrale, diramerà le sue prime convocazioni in vista dell’inizio dei campionati di serie A e B. Chiusa nel peggiore dei modi possibili l’era Rocchi, fatto fuori da inchieste fantasma ma dopo un anno nero e pieno di dubbi e veleni non del tutto dissipati, si deve ripartire. Se non da zero, quasi. L’ex fischietto di Schio ha annunciato diverse novità, dalla presenza di un dt come Messina, unico autorizzato a parlare con i media e a fare da tutor agli arbitri, mentre lui, Orsato, si autodefinisce allenatore più cxhe designatore. Il Mancini degli arbitri dovrà restituire credibilità a tutto il movimento, un compito non semplice.

Mariani il nuovo numero uno

Per riuscirci conterà sia sui big che sui giovani. Il nuovo numero uno è Maurizio Mariani da Aprilia, che ai Mondiali ha figurato ottimamente nelle tre gare dirette e che garantisce diversi anni di assoluta affidabilità. Ha scavalcato nelle gerachie i senatori Guida e Massa, che restano comunque nel lotto d’elite assieme a Doveri, Colombo, Sozza e Chiffi. A questi vanno aggiunti La Penna e il giovane Zufferli, tutti hanno mezzi importanti e hanno dimostrato di saper reggere pressioni ed errori ma tutti devono fare un passo avanti rispetto alle scorse stagioni. Certo è curioso che il nostro miglior arbitro sia proprio quel Mariani che per l’Inter era “sgradito e indesiderabile” come si evince dalle intercettazioni dell’inchiesta poi archiviata per frode sportiva contro Rocchi ma chissà che invece che una macchia non sia una medaglia.

I giovani talenti

Tra i giovani c’è curiosità per vedere se ci saranno progressi da parte di coloro che più si sono messi in evidenza tra i giovani. Su tutti c’è il friulano Zufferli, che già vanta diversi big-match, ma grandi doti le hanno mostrate anche il torrese Alberto Arena e il sardo Collu, dotato di una forte personalità. Lo standard medio-alto deve essere garantito dalla fascia degli esperti come Maresca, Marinelli, Pairetto, Sacchi, Fabbri, Di Marco: più alti e meno bassi. Poi ci sono vari Di Bello, Ayroldi, Manganiello, Marcenaro, Rapuano, Marchetti e Feliciani, la miglior arbitro donna Ferrieri Caputi, Allegretta, Bonacina, Calzavara, Crezzini, Fourneau, Galipò, Tremolada, Mucera, Perenzoni, Turrini, Perri e Zanotti più i 5 neopromossi dalla Can-C, ovvero Marco Di Loreto (Terni), Mattia Drigo (Portogruaro), Dario Madonia (Palermo), Edoardo Mazzoni (Prato) e Alberto Poli (Verona).

Il caso Abisso

Tra i buchi neri c’è anche il caso Abisso. Era stato escluso dagli arbitri della Can A e B lo scorso luglio, assieme a Piccinini e Pezzuto per “limiti di permanenza nel ruolo” e a Dionisi e Massimi per “motivate valutazioni tecniche” ma Rosario Abisso non si è arreso e basandosi su una questione interpretativa sul calcolo dell’anzianità di servizio arbitrale ha presentato ricorso e ha ottenuto la sospensione del provvedimento. Tramontata l’ipotesi, sgradita alla Figc, di “congelare” le dismissioni a causa della travagliata stagione arbitrale, la Can – ancor prima della promozione di Orsato a designatore- aveva emesso i suoi verdetti bocciando 5 arbitri e promuovendo dalla Can C i giovani Di Loreto, Drigo, Madonia, Mazzoni e Poli. I cinque dismessi – Rosario Abisso di Palermo, Marco Piccinini di Forlì, Ivano Pezzuto di Lecce, Luca Massimi di Termoli e Federico Dionisi de L’Aquila, avevano sostenuto a Lissone, presso il Centro VAR, il Corso di qualificazione per l’inquadramento nel ruolo dei VMO per la Stagione Sportiva 2026/2027 ed erano stati inseriti tutti in organico come Var.

Abisso però ha ottenuto la sospensione della dismissione. L’organo di primo grado della giustizia sportiva ha ritenuto sussistenti i presupposti per l’accoglimento parziale della domanda cautelare, rinviando al prossimo 3 settembre alle ore 10 la decisione nel merito. Il fischietto palermitano, assistito dall’avvocato Andrea Capone, aveva presentato ricorso dopo l’ufficialità del provvedimento con il quale veniva depennato dagli organici per limiti di permanenza e a settembre saprà con certezza se farà ancora parte degli organici per la nuova stagione.

Meno Var più arbitri

Tra le promesse di Orsato c’è la volontà di riportare il Var al ruolo per il quale era nato, ovvero limitandone l’intervento solo in caso di chiaro ed evidente errore come recita il protocollo. “Noi saremo trasparenti come in passato a spiegare quello che succede sul terreno di gioco”, ha detto Orsato. Non è chiaro se si continuerà o meno con Open Var ma l’apertura a chiarire i casi dubbi resta, così come verrà finalmente ridimensionato il ruolo del Var.

“Riportare l’arbitro al centro della partita e utilizzare il Var come supporto eccezionale, limitandone l’intervento ai casi di chiaro ed evidente errore”: questa è la filosofia indicata da Daniele Orsato. Tutto parte dal Mondiale di quest’estate: “Abbiamo visto come la figura centrale sia stata l’arbitro. E noi vogliamo che rimanga così, che prenda le decisioni e il Var intervenga quando deve intervenire”. Una linea che, ha aggiunto, segue le indicazioni internazionali: “Uefa e Fifa hanno ribadito il concetto del chiaro ed evidente errore, non dobbiamo fare nessun proclama. Avete sicuramente letto le nuove modifiche regolamentari: le abbiamo viste al Mondiale e noi le applicheremo. Sono linee guida dell’Ifab, le ha attuate la Fifa al Mondiale, le attuerà la Uefa nelle sue competizioni e in Italia le applicheremo anche noi”.

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