Archiviata l’era Rocchi, con tanti punti interrogativi sull’inchiesta fantasma che l’ha coinvolto, inizia una nuova stagione anche per i fischietti con diverse novità
“Se riuscite a usare il termine allenatore mi piace da morire, invece che designatore”. Daniele Orsato l’ha detto subito, chiaro e tondo. Vuole essere il Mancini degli arbitri, quello che li allena, che li mette in campo, che fa le scelte. Dopo l’anno nero del mondo arbitrale, chiusosi con il mistero buffo di un’inchiesta archiviata ma che nel frattempo aveva determinato le dimissioni di Rocchi e Gervasoni, si ricomincia da lui, l’ex fischietto di Schio, il più bravo e il più contestato, con la macchia perenne del mancato rosso a Pjanic un’era geologica fa, diventata però etichetta a vita.
Il caso Rocchi
Rocchi non sarebbe stato confermato come designatore, è sicuro, ma la maniera in cui è uscito di scena non gli rende giustizia. Non è stato trovato un solo reato per lui, le cose che ha fatto rientrano nella prassi di sempre, più o meno condivisibile ma mai condannabile. Però avrebbe lasciato comunque il ruolo: il predestinato era Orsato, da quando ha smesso di arbitrare. Ha iniziato con la Can-C dove si vedeva a suo agio nel ruolo di “scopritore e motivare di talenti arbitrali” ed ora eccolo sul ponte di comando come allenatore degli arbitri.
Nella sua gestione Rocchi sicuramente di errori ne ha commessi, probabilmente in buona fede, ora vedremo se con Orsato l’attesa rivoluzione del calcio italiano toccherà anche i fischietti, il Var, le polemiche e tutto quello che da sempre accompagna decisioni, rigorini, fuorigioco e quant’altro. Se Mancini e Ranieri – sotto l’egida di Malagò ed affiancati dai vari Zola, Oriali e Bianchedi – avranno il compito di far rinascere il movimento e rianimare la Nazionale, anche gli arbitri ora hanno un commissario tecnico e un dt, che è Domenico Messina.
Il ruolo del dt Messina
La grande novità passò un po’ sotto silenzio quando fu annunciata a giugno, ovvero quando il Comitato Nazionale dell’Associazione Italiana Arbitri, nel rispetto delle disposizioni introdotte dalla recente riforma associativa e in attuazione dell’art. 10-bis del Regolamento Associativo, ha individuato in Domenico Messina il nuovo Direttore Tecnico dell’AIA. “Tale attività – si leggeva nel comunicato si inserisce nel percorso di rinnovamento organizzativo dell’Associazione e consentirà di garantire il tempestivo avvio delle attività attribuite alla nuova figura tecnica a partire dal 1° luglio 2026.
L’individuazione di Domenico Messina è avvenuta con grande senso di responsabilità, nella consapevolezza dell’importanza strategica che il Direttore Tecnico rivestirà per lo sviluppo, il coordinamento e la valorizzazione del patrimonio tecnico arbitrale nazionale. Il profilo di Messina rappresenta una sintesi di esperienza internazionale, competenza tecnica e profonda conoscenza del sistema arbitrale italiano, maturate nel corso di una carriera che lo ha visto protagonista ai massimi livelli. Con questa scelta, il Comitato Nazionale conferma la volontà di affidare la nuova struttura tecnica associativa a una figura di assoluto prestigio, capace di accompagnare l’Associazione Italiana Arbitri nelle sfide future, garantendo continuità, competenza e una visione orientata alla crescita tecnica dell’intero movimento arbitrale”.
Cosa cambia con il Var
Lo ha ricordato Orsato spiegando come non sarà adottata nessuna nuova misura o codice per disciplinare i rapporti esterni e le telefonate degli arbitri (“Non c’è niente da adottare perché non c’è niente di cui ci dobbiamo vergognare che sia stato fatto in passato. Per cui non adotteremo alcuna misura”) e ricordando la novità nella gestione della comunicazione che passa attraverso la nuova organizzazione dell’Aia. “L’unico punto di riferimento per quanto riguarda il parlare con i media sarà il direttore tecnico. Vi siete dimenticati che c’è una figura fondamentale? Quest’anno l’Aia per la prima volta ha deciso di avvalersi di una figura come il direttore tecnico”, ha sottolineato, riferendosi alla persona di Domenico Messina. Il nuovo responsabile degli arbitri assicura comunque che non verrà meno la volontà di spiegare pubblicamente le decisioni e gli episodi più discussi: “Noi saremo trasparenti come in passato a spiegare quello che succede sul terreno di gioco”. Non è chiaro se si continuerà o meno con Open Var ma l’apertura a chiarire i casi dubbi resta, così come – nel rispetto del protocollo – verrà finalmente ridimensionato il ruolo del Var.
“Riportare l’arbitro al centro della partita e utilizzare il Var come supporto eccezionale, limitandone l’intervento ai casi di chiaro ed evidente errore”: questa è la filosofia indicata da Daniele Orsato. Tutto parte dal Mondiale di quest’estate: “Abbiamo visto come la figura centrale sia stata l’arbitro. E noi vogliamo che rimanga così, che prenda le decisioni e il Var intervenga quando deve intervenire”. Una linea che, ha aggiunto, segue le indicazioni internazionali: “Uefa e Fifa hanno ribadito il concetto del chiaro ed evidente errore, non dobbiamo fare nessun proclama. Avete sicuramente letto le nuove modifiche regolamentari: le abbiamo viste al Mondiale e noi le applicheremo. Sono linee guida dell’Ifab, le ha attuate la Fifa al Mondiale, le attuerà la Uefa nelle sue competizioni e in Italia le applicheremo anche noi”. Il primo test è sempre quello del campo, mercoledì ci saranno le prime designazioni del “ct” Orsato e nel prossimo weekend inizia il campionato. Vediamo se davvero ci sarà la rivoluzione.

