Dai campi provinciali alla CAN: Alberto Poli riporta Verona ai vertici dell’arbitraggio italiano. Carriera, vita privata e caratteristiche tecniche del giovane fischietto.
C’è chi comincia a inseguire un sogno con gli occhi puntati sulla porta e chi, invece, lo fa con un fischietto in tasca. Alberto Poli appartiene alla seconda categoria. Nato a Verona l’11 marzo 1993, oggi di professione medico, ha trasformato una passione iniziata da giovanissimo in un percorso che lo ha portato fino ai vertici del calcio italiano. Arbitro dal 17 dicembre 2009, quando aveva appena 16 anni, ha attraversato tutte le tappe della carriera arbitrale: dai campi provinciali alla Serie D, dalla Serie C fino alla CAN. Un’ascesa costruita senza scorciatoie, stagione dopo stagione, attraverso esperienza, preparazione e una personalità sempre più definita. E che oggi assume un significato particolare anche per la sua sezione: dopo 24 anni, infatti, Verona torna ad avere un proprio arbitro ai massimi livelli del calcio professionistico.
Una vita tra medicina, arbitraggio e formazione
Il percorso di Poli comincia presto, ma la sua crescita non si ferma al rettangolo verde. Parallelamente all’attività arbitrale porta avanti gli studi fino a intraprendere la professione medica, costruendo così una quotidianità nella quale rigore, metodo e capacità di mantenere la concentrazione diventano elementi comuni a due mondi apparentemente lontani. La sua carriera arbitrale prende ufficialmente il via nel dicembre 2009. Nel luglio 2013 arriva la promozione alla CRA Veneto, dove rimane per sei stagioni, maturando esperienza sui campi regionali. Nel frattempo arrivano anche i primi riconoscimenti individuali: nella stagione 2012/2013 riceve il premio sezionale come miglior arbitro veronese a livello regionale, mentre nel 2018/2019 conquista il premio regionale Stupilli, sempre come miglior arbitro veronese a livello regionale.
Dal 2021 Poli fa inoltre parte del direttivo dell’AIA di Verona, un ruolo che testimonia il suo coinvolgimento nella vita della sezione anche al di là dell’attività agonistica. È proprio all’interno della sezione che negli ultimi anni ha assunto un ruolo importante anche nella formazione dei colleghi più giovani. Qualche mese fa ha tenuto una lezione tecnica dedicata alla preparazione mentale e allo spostamento tattico, due aspetti che considera pilastri fondamentali per affrontare una gara con la necessaria lucidità.
Dalla CAI alla Serie C e la semifinale playoff
Il salto di qualità arriva nel luglio 2019, quando Poli viene promosso alla CAI, la commissione che gli permette di dirigere gare fuori regione nei campionati di Eccellenza e Promozione. È una tappa decisiva: appena un anno dopo arriva infatti la promozione in Serie D. Tre stagioni sono sufficienti per compiere un ulteriore passo in avanti. Nel 2023 Poli approda alla CAN C, entrando stabilmente nel calcio professionistico. Il triennio trascorso in Serie C è intenso e ricco di partite di peso: il fischietto veronese dirige big match in tutti i gironi e si misura anche con la fase decisiva della stagione, arrivando a ricevere designazioni nei Play-off.
Il momento più significativo arriva nell’ultima annata, quando gli viene affidata la semifinale play-off di ritorno tra Union Brescia e Salernitana. Una designazione che certifica il livello raggiunto e che contribuisce a rendere sempre più concreta la prospettiva del passaggio alla categoria superiore. Il 30 giugno si chiude così il suo capitolo in CAN C, dopo tre stagioni da protagonista. Una permanenza particolarmente lunga se rapportata ai percorsi di alcuni dei più importanti arbitri italiani: Daniele Orsato, poi eletto miglior arbitro del mondo nel 2020, rimase quattro stagioni in Serie C tra il 2002 e il 2006, mentre il padovano Daniele Chiffi vi trascorse due stagioni, dal 2011 al 2013.
La promozione alla CAN e il ritorno di Verona ai vertici
La promozione alla CAN arriva dopo una stagione che aveva già lasciato intravedere il salto. Poli è uno dei cinque arbitri ammessi alla commissione, insieme a Drigo di Portogruaro, che figura ai primi posti della graduatoria. Per la sezione AIA di Verona è un risultato dal valore ancora maggiore: bisogna infatti tornare indietro di 24 anni per trovare un arbitro veronese ai massimi livelli. L’ultimo era stato Andrea Romeo, arbitro di Serie A dal 2002 fino alle sue dimissioni volontarie nel 2013. Poli ne raccoglie idealmente l’eredità, riportando il nome di Verona nei due massimi campionati professionistici italiani.
Il suo stile sul terreno di gioco è ormai riconoscibile. Preparazione meticolosa e personalità decisa sono i tratti che ne hanno accompagnato la crescita, insieme a una conduzione che punta a non lasciare spazio ai cali di tensione. I numeri raccontano un arbitro che tende a intervenire con decisione quando la gara lo richiede e che utilizza con frequenza i cartellini come strumento per ristabilire rapidamente l’ordine. A raccontare la continuità del suo rendimento ci sono anche i riconoscimenti più recenti.
Poli ha conquistato per due volte il premio Ruggeri, assegnato al miglior arbitro veronese a livello nazionale: prima nella stagione 2021/2022 e poi, nuovamente, nel 2025/2026. Dai campi provinciali calcati da giovanissimo alla CAN, passando per sei stagioni regionali, la CAI, la Serie D e tre anni di calcio professionistico, il percorso del giovane fischietto è una scalata costruita passo dopo passo. Ora si apre il capitolo più prestigioso: quello dei massimi campionati italiani. Per lui sarà una nuova sfida; per Verona, il ritorno di un proprio arbitro dove il calcio italiano conta di più.

