Al Kai Tak Stadium di Hong Kong i bianconeri misurano la loro crescita contro la squadra di Xabi Alonso: occhi puntati sul canadese e sull’ex Aston Villa
La tournée asiatica della Juventus alza il livello di difficoltà. Al Kai Tak Stadium di Hong Kong i bianconeri affrontano il Chelsea di Xabi Alonso, il primo vero avversario di caratura europea dopo le uscite delle scorse settimane, in un match che per Spalletti vale più del risultato. Infatti, è l’occasione per misurare la crescita del gruppo e per sciogliere almeno due nodi aperti da settimane, quello di Jonathan David, la cui cessione può sbloccare l’assalto a Zirkzee, e quello di Douglas Luiz, chiamato a confermare sul campo i segnali già mostrati contro il Nizza.
Il test di Hong Kong e le scelte di Spalletti
Di fronte alla Juve c’è un Chelsea di alto livello, con Sharman-Lowe tra i pali, una difesa a quattro completata da Fofana e Colwill, e davanti il tridente Estevao-Palmer-Gittens a supporto di Joao Pedro. Spalletti conferma il 4-2-3-1 provato durante tutto il precampionato, con Locatelli e Douglas Luiz coppia titolare in mediana, mentre in attacco è ancora David a guidare il reparto, in attesa che il mercato completi il puzzle offensivo. Fuori per la partita restano Kolo Muani e Alajbegovic, entrambi ancora al lavoro differenziato dopo l’arrivo alla Continassa, così come Conceicao e McKennie, rientrati solo il 31 luglio.
In conferenza stampa, il tecnico ha speso parole di apprezzamento per i colpi già chiusi dalla dirigenza, sottolineando come l’entusiasmo dei nuovi arrivati sia un valore aggiunto per tutto il gruppo. Inoltre, ha dichiarato di aspettarsi ulteriori novità dal mercato, affidandosi al lavoro di Carnevali e Massara. Più che il risultato, dunque, contano le indicazioni: la fase di costruzione dal basso, l’intesa tra i due mediani e la capacità degli esterni di creare superiorità numerica contro una difesa di livello internazionale.
David-Zirkzee, la situazione
David non rientra nei piani di Spalletti, ma rischia di fare da tappo alle prossime mosse dei bianconeri sul mercato. Il problema è l’ingaggio da 6 milioni, a cui si aggiunge la volontà stessa del canadese di restare in bianconero, un intoppo che complica anche la trattativa per Zirkzee. L’olandese ha aperto al trasferimento, ma i tempi stringono: se David dovesse restare fermo sulla sua posizione, il rischio di un sorpasso da parte di altri club cresce di giorno in giorno, e il settlement agreement con la UEFA non lascia scorciatoie alla Juve. A Manchester, intanto, Zirkzee parte sempre più spesso dalla panchina, un segnale che rafforza la fiducia bianconera. Resta, però, il nodo tattico. Infatti, fisicamente non è la torre d’area che Spalletti cerca, ma un nove e mezzo abile a rifinire più che a colpire di testa, come già dimostrato a Bologna.
Douglas Luiz: voglia di riscatto
Sul fronte campo, invece, la sfida con il Chelsea rappresenta un’altra occasione per Douglas Luiz, reduce dal gol contro il Nizza e da dichiarazioni che raccontano la voglia di ribaltare la propria immagine alla Continassa. Il brasiliano, arrivato per 50 milioni dall’Aston Villa e finora considerato uno degli acquisti più deludenti dell’ultimo mercato bianconero, non usa mezzi termini: “Il mio desiderio è restare qui e scrivere la storia di questo club. Voglio dimostrare sul campo di valere i 50 milioni investiti dalla Juventus”.
Non sono mancati riferimenti al passato, con un accenno esplicito al rapporto complicato vissuto sotto Thiago Motta: “Con lui non ha funzionato”, ha ammesso lo stesso Douglas Luiz. Con Spalletti, invece, il centrocampista racconta un dialogo diverso, fatto di consigli quotidiani e fiducia reciproca: “È un grande allenatore, mi parla tanto e apprezzo il suo stile di gioco. Ascolto i suoi consigli e sto cercando di dare tutto per avere un’occasione alla Juventus”. Una fiducia che gli ha già garantito la maglia da titolare nelle ultime uscite estive contro Basilea e Standard Liegi. Contro il Chelsea, avversario di ben altro spessore rispetto alle amichevoli precedenti, Douglas Luiz avrà l’ennesima chance per consolidarla, in un centrocampo che a Torino resta uno dei reparti più osservati di questa preparazione.
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