Infantino convoca una riunione d’urgenza in Marocco per provare a conservare il suo potere, messo discussione dopo il pasticcio del Fifa Forward Enterprise. La telefonata a Trump…
Infantino si sente accerchiato dopo il naufragio del Fifa Forward Enterprise con il quale puntava a privatizzare il calcio mondiale. Il presidente della Fifa chiede il sostegno di federazioni amiche in una riunione a Rabat, in Marocco. Intanto spunta una presunta telefonata a Trump, smentita dalla Fifa.
Infantino, che pasticcio!
Quel pasticcio del Fifa Forward Enterprise ha rovinato le giornate di Gianni Infantino e la sua reputazione ha raggiunto i minimi storici. Scaricato dall’Uefa, dall’Afc (la confederazione asiatica) e dalla Concacaf (la confederazione del Nord-Centro America e dei Caraibi), nonché pubblicamente da alcune federazioni e dagli stessi membri della Fifa, non ultimo Arsène Wenger, il presidente della Fifa le sta provando tutte per mantenere il suo potere.
Infantino ha convocato una riunione di emergenza con i suoi stretti collaboratori che, secondo alcune indiscrezioni, avrebbero sollecitato molte delle 211 federazioni affiliate a sostenere pubblicamente il massimo esponente della Fifa, dopo che alcune di essere avevano ritirato il proprio appoggio alla sua rielezione alla presidenza.
L’Uefa chiede le dimissioni, la posizione di Wenger
La riunione è a Rabat, in Marocco, secondo quanto riportato dal Times. È lì che si trova, attualmente, Infantino, finito nel pieno della bufera che lo ha costretto a ritirare il progetto della Fifa Forward Enterprise, con il quale sarebbe stata riorganizzata la gestione commerciale della Fifa, privatizzandola a partire dalla Coppa del Mondo.
Nel giro di pochi giorni Infantino ha perduto il sostegno dell’Uefa (a partire da Inghilterra, Serbia, Svezia e Galles, che lo hanno scaricato pubblicamente), che ha chiesto le dimissioni di Infantino; delle confederazioni asiatiche e di quelle Nord-Centro americane e caraibiche, si è sentito accusare di ricatto dalla federcalcio giordana e ha visto Wenger prendere le distanze dai suoi movimenti: “Non sono stato coinvolto in questo piano strategico, sono venuto a conoscenza del progetto solo tramite i media”, ha detto l’ex manager dell’Arsenal, ora responsabile dello sviluppo globale del calcio della Fifa.
Le critiche di Grafstrom, numero 2 della Fifa
Addirittura Infantino ha ricevuto critiche da parte del segretario generale Mattias Grafstrom, il numero due della Fifa, in pratica, che in una email trapelata ha riferito di essere stati tutti “catapultati nel bel mezzo di un tumulto difficile da comprendere e da accettare” e che in qualità di segretario generale abbia esortato a “restare concentrati nel servire il calcio e le 211 federazioni affiliate”.
Grafstrom ha rassicurato i membri dell’amministrazione: “Sarete protetti dalle dinamiche politiche che stiamo vivendo. Le singole persone, le fasi di instabilità e gli episodi spiacevoli vanno e vengono”, ha concluso poi, riferendosi al tentativo di golpe fallito da Infantino.
Infantino riparte, la telefonata a Trump
Che intanto riparte da poche federazioni amiche: Marocco, Qatar, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Bhutan, Sri Lanka, che soddisfatte dell’abbandono del progetto di privatizzazione, hanno confermato la fiducia al presidente della Fifa.
Smentito, invece, il presunto sostegno richiesto da Infantino al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. “Infantino non ha effettuato alcuna telefonata a Trump o a membri della sua amministrazione. Si tratta di una totale invenzione”, ha dichiarato la Fifa in un post pubblicato su “X”. Era girata voce anche delle possibili dimissioni del n.1 della Fifa ma anche questa è stata smentita.

