chi è Alajbegovic, il ragazzo di strada che ha stregato Carnevali e dove giocherà con Spalletti

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Dai campetti di Colonia ai Mondiali con la Bosnia, Alajbegovic è uno dei prospetti più interessant. La Juventus punta su di lui per il presente e per il futuro

La Juventus ha deciso di investire forte su Kerim Alajbegovic, considerato uno dei giovani più promettenti del panorama europeo. Il classe 2007 arriva dal Bayer Leverkusen dopo una trattativa da circa 30 milioni di euro più bonus e rappresenta uno dei colpi più importanti dell’estate bianconera. Talento, personalità e margini di crescita hanno convinto Giovanni Carnevali e la dirigenza a puntare su di lui. Ma chi è davvero Alajbegovic e quali caratteristiche porterà nella squadra di Luciano Spalletti?

Dal Colonia al grande calcio: una famiglia cresciuta con il pallone

Nato il 21 settembre 2007 a Colonia, Kerim Alajbegovic è cresciuto in una famiglia dove il calcio è sempre stato di casa. Il padre Semin, ex calciatore professionista, è stato il suo primo allenatore e fin da bambino lo ha abituato a utilizzare entrambi i piedi, rendendolo un giocatore imprevedibile. Dopo gli inizi in una piccola squadra locale, il talento bosniaco è entrato nel settore giovanile del Colonia, dove è rimasto per otto anni prima del trasferimento al Bayer Leverkusen. Anche il nonno ha avuto un ruolo importante nella sua crescita, incoraggiandolo a valutare un futuro tra Italia e Spagna, mentre Kerim ha sempre raccontato di sentirsi un vero “ragazzo di strada”, cresciuto con il gusto del dribbling e dell’uno contro uno.

L’esplosione tra Salisburgo, Bosnia e Mondiale

Dopo aver impressionato nelle giovanili del Bayer Leverkusen, Alajbegovic ha trovato la definitiva consacrazione durante il prestito al Salisburgo. Nella stagione 2025-26 ha collezionato 44 presenze, 13 gol e 4 assist, numeri che hanno convinto il club tedesco a esercitare il diritto di recompra. Parallelamente è esploso anche con la nazionale della Bosnia. Nei playoff per la qualificazione ai Mondiali è stato decisivo sia contro il Galles, con un assist e il rigore trasformato nella lotteria finale, sia contro l’Italia, segnando ancora dal dischetto. In seguito ha lasciato il segno anche nella rassegna iridata con un gol contro il Qatar, diventando uno dei marcatori più giovani della storia del torneo.

“Non sono una star”: umiltà e mentalità da veterano

Nonostante la grande attenzione mediatica, Alajbegovic ha sempre mostrato una maturità fuori dal comune. “Non sono ancora una grande star. Farò del mio meglio per diventarlo”, ha spiegato più volte, sottolineando di rispettare sempre le decisioni dell’allenatore e di essere pronto ad aspettare il proprio momento. Una mentalità che ha colpito anche Miralem Pjanic, tra gli intermediari dell’operazione, che lo ha definito un ragazzo con “talento e la testa giusta”. Dietro al suo carattere c’è anche una quotidianità molto semplice: ama giocare alla PlayStation, ascolta musica prima delle partite per caricarsi e non rinuncia mai alla sua colazione preferita, un’omelette al formaggio.

Dove giocherà con Spalletti: il piano della Juventus

Luciano Spalletti vede in Alajbegovic un esterno offensivo moderno, capace di giocare su entrambe le fasce e di adattarsi sia al 4-2-3-1 sia al 4-3-3. Pur preferendo partire da destra per rientrare sul piede forte, il bosniaco può agire anche a sinistra grazie alla sua capacità di usare entrambi i piedi e di puntare l’uomo. La Juventus lo considera un elemento destinato a raccogliere spazio già nella prossima stagione, soprattutto considerando la possibile cessione di Francisco Conceicao. In un reparto dove Kenan Yildiz rappresenta l’unico punto fermo, Alajbegovic avrà l’occasione di ritagliarsi minuti importanti e crescere gradualmente alle spalle dei titolari, con l’obiettivo di diventare uno dei volti del futuro bianconero.

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