Dopo aver ritirato il progetto della vendita di quote ai privati per i diritti dei Mondiali, Gianni Infantino deve affrontare le conseguenze di una fiducia erosa tra le federazioni. Tanto è vero che si pensa a dei candidati da contrapporgli alle prossime elezioni FIFA
L’impressione è che Gianni Infantino a questo giro abbia tirato troppo la corda, col rischio che si spezzi e che venga messa a repentaglio la sua quarta rielezione alla guida della FIFA. Se ancora ai tempi del Mondiale tripartito tra Canada, Stati Uniti e Messico di qualche settimana fa la sua candidatura non sembrava avere potenziali rivali, nelle ultime ore stanno circolando indiscrezioni su possibili sfidanti che potrebbero mettere al bando le timidezze e scendere in campo in vista delle elezioni che si terranno a Rabat, in Marocco, il 18 marzo 2027.
Infantino rinuncia al piano di privatizzazione dei Mondiali
È notizia di queste ore che il piano architettato da Infantino di cedere una quota sino al 20% a investitori privati della FIFA Forward Enterprise, una società controllata il cui incarico è la gestione dell’organizzazione e dei diritti commerciali delle competizioni della FIFA, Mondiali inclusi, è fallito sotto i colpi delle varie federazioni internazionali, in primis quelle raccolte nell’UEFA, che rappresentano il serbatoio di voti per il presidente svizzero grande amico di Donald Trump.
Non ha fatto presa la promessa di una ricca distribuzione di milioni di dollari per ogni federazione grazie a questa sorta di valorizzazione del marchio dei Mondiali e delle Coppe del Mondo per club: l’opposizione al piano Infantino, con ben 143 federazioni su 211 contrarie raccolte sotto le sigle dell’UEFA, della CONCACAF americana e dell’AFC asiatica, ha fatto leva sul rischio di una privatizzazione che avrebbe influenzato format, tornei e calendari.
Quindi, nulla di fatto. Restano le macerie e un rapporto tra Infantino e la sua base abbastanza compromessa. Tant’è che si sta facendo strada l’inosabile che potrebbe diventare ineluttabile: un candidato che sfidi il regno dello svizzero.
Chi sono i possibili sfidanti di Infantino alla presidenza FIFA
Una ipotesi che aleggiava timidamente e allo stato embrionale durante il caso Balogun, ma che ora è diventata materia da indiscrezione giornalistica. C’è tempo entro il prossimo 18 novembre per presentare le candidature alla presidenza: tra i primi nomi è spuntato quello di Victor Montagliani, a capo della CONCACAF.
Nel frattempo che Infantino studia la contromossa, come l’ulteriore allargamento del Mondiale a 64 squadre, appagando così un bel po’ di federazioni che si potrebbero vedersi rappresentate nel prossimo torneo, stanno circolando però altri nomi di peso che potrebbero sfidare l’elvetico.
Come quello di Nasser Al-Khelaifi, presidente del Paris Saint-Germain e a capo dell’European Football Clubs. Se talkSports riporta che lo sceicco non sia però molto propenso a candidarsi, diverse federazioni europee sono pronte a convincerlo del contrario.
Tra gli altri nomi, citati dal The Sun, c’è l’eterna nemesi di Infantino, ovvero il presidente dell’UEFA Aleksander Čeferin. Restando invece nell’alveo dei presidenti di club, si fa il nome di Dariusz Mioduski, che detiene il controllo del Legia Varsavia e potrebbe contare sul sostegno anche di Germania, Spagna, Norvegia, Svezia e Bosnia, come riporta AdnKronos.
Altro nome è quello di Salman bin Ibrahim Al Khalifa, a capo dell’AFC e che ha definito il piano della privatizzazione dei Mondiali come qualcosa di “totalmente inaccettabile”. Infine l’outsider che però proviene dalla FIFA, lo storico allenatore dell’Arsenal e attuale responsabile dello sviluppo mondiale del calcio (qualunque cosa significhi) Arsène Wenger.
Infantino deve guardarsi anche da Platini
Nell’attesa che dalle ipotesi si passi al coagulo su una candidatura unitaria che possa avere la forza di sfidare l’attuale presidente, su Infantino si proietta tipo Nosferatu l’ombra di Michel Platini: l’ex presidente dell’UEFA dopo le assoluzioni per una presunta truffa legata a consulenze pagate in modo sospetto alla FIFA dell’allora Blatter vuole fare giustizia della sua mancata competizione per la presidenza della massima federazione che andò nel 2016 per la prima volta ad Infantino.
L’ex calciatore della Juventus ha denunciato per la terza volta lo svizzero per “calunnia” e “traffico d’influenza”, oltre a richiedere di ottenere un risarcimento danni dalla FIFA. Un’azione che metterebbe i bastoni tra le ruote ad Infantino verso la sua quarta rielezione, qualora venisse giudicato colpevole delle accuse mosse da Platini e quindi condannato.

