Il trequartista ex Verona e Catanzaro ha iniziato bene e può giocarsi le sue chance contro Inter e Chelsea. Amorim fa già i conti per capire che sarà di lui…
“Maschio Alpha” calza a pennello. Di solito si definisce così una persona sicura dei propri mezzi, un leader, uno che prende decisioni senza tremare. Alphadjo Cissè (si pronuncia senza accento), nel quarto d’ora che Amorim gli ha concesso contro il Celtic, ha fatto proprio questo: prendeva palla, puntava l’uomo, provava il dribbling. A volte la perdeva, altre se la riprendeva subito, anche con una spallata. Non male per uno che non ha certo il fisico di un cyborg (181 centimetri). A Glasgow, Cissè è stato il giocatore che più di tutti ha acceso la curiosità dei tifosi del Milan. Su X, sotto un video che riassumeva le sue giocate, si è letto di tutto: “È un super talento”, “Guardate come salta l’uomo”. E poi, naturalmente, il partito del “deve passarla di più”. Tutto legittimo. Del resto, stiamo parlando di un 2006 per il quale qualcuno ha già scomodato un paragone con Lamine Yamal.
cissè, playstation
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Cissè è un ragazzo semplice di 19 anni. Uno come tanti. “Quando non penso al calcio sto con gli amici, gioco alla PlayStation e sto cercando di prendere la patente. Hobby? Le serie tv. Le cose normali di un ragazzo della mia età”, raccontava qualche mese fa. Il Milan l’ha acquistato lo scorso inverno dal Verona per 10 milioni, bonus compresi. Un trasferimento che, almeno nell’immediato, non gli ha portato fortuna: una settimana dopo la firma si è rotto il tendine, è finito sotto i ferri e ha dovuto chiudere in anticipo la stagione a Catanzaro dopo sei gol e un assist in 22 presenze. Alpha è un trequartista rapido, ama puntare l’uomo e ha il vizio del dribbling. In un sistema con due giocatori alle spalle di Ramos potrebbe fare comodo. D’altronde, Amorim l’ha detto chiaramente: “Abbiamo dei giovani interessanti”. Cissè è uno di questi. In realtà, Alphadjo è nato come mediano, ma aveva troppo istinto per il gol per restare così lontano dall’area. Tre stagioni fa, con la Primavera del Verona, ha chiuso con 16 gol e due assist in 30 partite. “Mi piace giocare un calcio offensivo e cercare tanti uno contro uno”. Immaginiamo Amorim annuire soddisfatto.
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cissè, resta o prestito?
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Domanda. Quante chance ha Cissè di rimanere nella rosa del Milan 2026-27? È ancora presto per sbilanciarsi, il Milan ha scelto di prendere tempo. Amorim lo osserverà con attenzione nelle prossime partite della tournée, anche perché Cissè non gioca una gara ufficiale da febbraio e ha bisogno di rimettere benzina nelle gambe. Idealmente i due trequartisti dietro alla punta sarebbero Nkunku e Pulisic (in attesa di un rinforzo dal mercato…), anche se Capitan America è alle prese con un lungo infortunio. Loftus-Cheek non ha convinto in quella posizione col Celtic ed è nella lista dei partenti. Si potrebbero adattare, all’occorrenza, Rabiot o Jashari in caso di necessità, senza considerare Rafa Leao, in attesa di capire il suo futuro. Insomma, Cissè potrebbe tornare utile anche nelle rotazioni di una stagione in cui il Milan giocherà ogni tre giorni. Conosce già il ruolo, sa interpretarlo e, dettaglio non trascurabile, il Milan ha investito una cifra importante su di lui. Un prestito resta un’ipotesi, ma oggi qualsiasi valutazione sarebbe prematura. Una cosa è certa. Cissè – nato a Treviso da famiglia originaria della Guinea – sembra avere Milano nel destino. Due anni fa l’esordio in Serie A contro l’Inter al Bentegodi, nel febbraio 2025 il debutto a San Siro proprio contro il Milan. Ironia della sorte. Al Milan si è presentato dicendo: “Sono un tifoso rossonero da sempre. Mio padre mi faceva vedere le cassette di Ronaldinho”. Non male come punto di partenza.
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