“Ci hanno precluso la difesa”. Che ne sarà dei soldi di Tonali

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Dopo 114 anni di storia il Brescia Calcio chiude i battenti per fallimento in seguito alla decisione del tribunale, che però non trova d’accordo Cellino, il quale ha annunciato la sua volontà di andare a ricorso

Si conclude così con il fallimento la storia lunga 114 anni del Brescia Calcio. Il tribunale della città lombarda ha rigettato la richiesta del club di un concordato in bianco e avviato la liquidazione giudiziaria per la società. Il tutto nel giorno del 70° compleanno del presidente Massimo Cellino, che ha attaccato la decisione, dicendosi speranzoso di poter rivedere quanto decretato dal tribunale.

Fine della storia del Brescia Calcio, il tribunale dichiara il fallimento

Dopo l’esclusione del club dai campionati professionistici in seguito al mancato pagamento dei propri debiti, il tribunale di Brescia ha decretato il fallimento del Brescia Calcio. Una decisione arrivata dopo la relazione del perito che nell’ultimo anno ha monitorato la società, il quale ha affermato che “non ha rispettato il principio di buona fede e correttezza nella presente composizione”. Per i creditori ora ci sarà tempo fino al 20 novembre 2026 per allo stato passivo.

Cellino non ci sta e passa all’attacco: “Grosso errore d’interpretazione”

La decisione, arrivata nel giorno del 70° compleanno di Cellino, è stata accolta con asprezza dal Presidente del Brescia, che al Corriere della Sera ha attaccato la decisione del tribunale “I tempi e il susseguirsi dei nuovi eventi ci hanno precluso una difesa chiara ed esplicativa, il curatore deve avere la nostra stessa prerogativa: tutelare i creditori”.

Cellino ha poi ribadito il concetto anche all’Italpress, dove si è detto speranzoso che la decisione possa essere rivista: “Spero sia ancora reversibile questa decisione perché c’è un grosso errore di interpretazione ed un danno che va evitato per interesse dei creditori. Penso proprio di fare ricorso perché c’è un grosso errore di comunicazione nella pratica, in quanto non siamo riusciti a chiarire bene. Perciò c’è grossa possibilità”.

Che fine faranno i soldi di Tonali

L’attacco di Cellino si basa sul fatto non è stato dato tempo al Brescia di riscuotere il risarcimento (pari a circa 2 milioni di euro stando al Corriere della Sera) dallo studio Gamba, colpevole di aver portato la società lombarda ad acquistare crediti fiscali risultati in seguito fittizi, ma soprattutto il contributo di solidarietà della FIFA dopo il trasferimento di Sandro Tonali al Tottenham, che avrebbe garantito al Brescia un’entrata di circa 3,8 milioni di euro, soldi che – a meno di nuovi stravolgimenti – finiranno in un fondo della Federazione internazionale.

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