
Dalle opzioni sul nuovo stadio alla partnership con il City Group: i dettagli del piano di restyling del Barbera e la corsa finale per non perdere la candidatura
In un’estate bollente per il calcio italiano, divisa tra la caccia al nuovo Commissario Tecnico della Nazionale e la programmazione per i prossimi grandi appuntamenti, lo stadio Renzo Barbera di Palermo torna al centro del dibattito. La struttura è tra le candidate a ospitare i match di Euro 2032, ma il percorso si sta rivelando decisamente in salita. A frenare l’iter burocratico ci sono infatti diversi nodi tecnici e formali: il Consiglio comunale ha tempo fino al 31 luglio per votare la delibera fondamentale sull’ammodernamento dell’impianto.
La nota del Comune e i nodi burocratici
A far scattare il campanello d’allarme è stata una nota inviata sabato pomeriggio da Raimondo Liotta, Segretario Generale del Comune di Palermo, e indirizzata al Presidente del Consiglio comunale, al Sindaco, all’Assessore al Patrimonio e ai vertici dei dipartimenti tecnici e contabili. Nel documento si evidenzia come il piano sia ancora “incompleto”. Tra i problemi emersi, che rischiano di compromettere seriamente la candidatura della città, figurano documenti depositati su piattaforme digitali esterne anziché negli archivi ufficiali del Comune, oltre alla mancanza di firme e pareri obbligatori da parte della Ragioneria e degli uffici di Patrimonio, Urbanistica e Demanio.
L’accordo con l’ippodromo e gli aspetti tecnici
Dal punto di vista operativo, il progetto di restyling poggia su un’intesa tra il Palermo FC e la Sipet S.r.l., la società concessionaria dell’ippodromo cittadino, mirata a ridefinire i confini delle rispettive aree in concessione. L’accordo prevede il passaggio al Palermo di 5.072 metri quadrati di terreno attualmente gestiti da Sipet, con quest’ultima che andrebbe a pagare un canone ridotto al Comune. L’indennizzo totale previsto nel piano dell’intervento è di 1,35 milioni di euro: 1,2 milioni destinati al trasferimento degli uffici della società e alle relative opere compensative, mentre i restanti 150 mila euro serviranno a coprire l’occupazione delle aree di cantiere durante i lavori.
Le ipotesi di restyling firmate Populous
Il documento di fattibilità, composto da oltre 160 pagine redatte dallo studio d’architettura Populous, illustra quattro possibili scenari per il futuro dell’impianto. La prima opzione, la più radicale, prevederebbe la realizzazione di un nuovo stadio moderno e sostenibile all’interno dell’area dell’ippodromo. Ad oggi, tuttavia, questo appare lo scenario meno plausibile a causa dei tempi stringenti e dei vincoli legati alla concessione trentennale. Esistono poi due alternative intermedie orientate a un restyling conservativo, con interventi mirati e poco invasivi mantenendo l’attuale struttura del Barbera.
L’ultima ipotesi, la più ambiziosa e suggestiva tra quelle in campo, punta a trasformare l’impianto in un hub multifunzionale. Il piano prevede una copertura integrale dei posti a sedere, l’eliminazione delle barriere in vetro e accessi pensati per rendere lo stadio vivibile sette giorni su sette. L’area circostante verrebbe riqualificata con percorsi paesaggistici, piazze urbane dedicate ai tifosi, parchi giochi e zone di sosta. Si tratterebbe del classico impianto all’avanguardia dotato di aree commerciali, alimentato da fonti energetiche rinnovabili e provvisto di sistemi per il recupero delle acque meteoriche. Gli interventi toccherebbero anche la mobilità cittadina, integrando la struttura con due future linee tramviarie, la A2 diretta al centro e la E1 diretta alla Stazione Francia.
Tempi e costi: la cordata con City Group
A Palazzo delle Aquile si lavora in un clima di estrema urgenza: il Consiglio comunale intende portare la delibera in aula prima del weekend, data la imminente scadenza per l’invio del dossier alla UEFA. La tabella di marcia stabilita per la candidatura non ammette infatti ritardi, imponendo l’avvio dei cantieri entro gennaio 2027 e la chiusura dei lavori entro giugno 2031.
L’investimento complessivo stimato è di 300 milioni di euro: 60 milioni arriverebbero dalla Regione Siciliana, 90 milioni dal Comune tra canone e mutui, mentre la quota rimanente sarebbe a carico della proprietà del Palermo Calcio, facente capo al City Football Group. Una cifra imponente che, oltre a regalare ai tifosi rosanero un impianto all’avanguardia, punta a inserire la città di Palermo in una dimensione sportiva e turistica d’ampio respiro internazionale.

