Clemente Mimum su twitter scrive di rivoluzione in vista per il ruolo di allenatore della Nazionale, Maldini accerchiato, Malagò verso il dietrofront
Non si placa la bufera su Pirlo dopo che sono stati rispolverate le sue posizioni di testimonial di bookmakers russi e si è posto l’accento sulla presunta incompatiblità col ruolo di ct anche in virtù del lavoro del figlio Nicolò, impegnato nelle procure dei calciatori. La bomba la lancia a metà pomeriggio il direttore del Tg5, Clemente Mimum, che su twitter annuncia il dietrofront del presidente della Figc.
Il tweet di Mimum
Scrive Mimum su X/twitter: “Rivoluzione in vista:Mancini!!! E tutto cambierà”. Due brevissimi frasi che nascondono il clamoroso colpo di scena in Figc. Malagò, che già era poco convinto della soluzione Pirlo, avrebbe rotto gli indugi e sarebbe tornato sui suoi passi, giacchè Mancini era il suo preferito dalla prim’ora. Avendo investito di pieni poteri l’ad Maldini ha lasciato che fosse l’ex Milan a decidere ma dopo le polemiche di queste ore avrebbe cambiato idea.
La soluzione Pirlo, ancor prima che il mondo della politica e non solo evidenziasse la presunta incompatibilità etica con la carica di allenatore della Nazionale, era stata osteggiata da quasi tutta la stampa italiana e dai club che spingevano per Conte. Ora anche il Codacons è sceso sul piede di guerra, annunciando che che presenterà un esposto per aprire le indagini sulla sponsorizzazione fatta da Pirlo.
Il comunicato del Codacons
Questo il comunicato del Codacons: “Contro Andrea Pirlo il Codacons presenterà domani un formale esposto all’Autorità per le Comunicazioni chiedendo di aprire una indagine alla luce della violazione del divieto di pubblicità e sponsorizzazione alle scommesse e giochi in denaro. Non solo. Se la Figc lo nominerà Commissario tecnico della Nazionale, scatterà un ricorso immediato al Tar del Lazio per bloccare tale nomina. Lo annuncia l’associazione dei consumatori, che evidenzia la totale incompatibilità di Pirlo con ruoli dirigenziali nel calcio italiano alla luce della normativa vigente. Come noto Andrea Pirlo risulta testimonial di una società di scommesse russa, realizzando anche in Italia, attraverso i suoi canali social e le altre attività svolte dall’ex calciatore, una pubblicità vietata al gioco, in piena violazione dell’articolo 9 del Decreto Dignità (D.L. 87/2018) che impone il divieto assoluto di qualsiasi forma di pubblicità, sponsorizzazione o comunicazione promozionale (diretta o indiretta) relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro”.
Il ruolo del figlio di Pirlo
Poi c’è la vicenda del figlio Nicolò che riporta la memoria indietro di 10 anni, quando Marcello Lippi fu costretto a rinunciare al ruolo di direttore tecnico azzurro (con Ventura ct) a causa della professione di agente ricoperta dal figlio Davide. C’è però una differenza: Nicolò Pirlo, classe 2003, figlio dell’ex centrocampista, dall’anno scorso lavora nella sede milanese della società You First/Garsh Sports, che cura gli interessi di molti giocatori. Ha compiti compiti di intermediazione e scouting così come il figlio di Paolo, Christian Maldini, 30 anni, che collabora con l’agenzia Gr del procuratore Beppe Riso. Scenari che sarebbero vietati per le norme sul conflitto di interessi, ma in verità né Nicolò né Christian hanno sostenuto l’esame per l’abilitazione alla professione di procuratore e non risultano iscritti al Registro nazionali degli agenti sportivi.
Tante incognite e polemiche che, a voler credere al direttore del Tg5, avrebbero spinto Malagò a rompere gli indugi: abbandonata la pista Pirlo via libera a Mancini, che firmerebbe un quadriennale a 2 milioni netti a stagione. Martedì, in occasione del consiglio federale, il possibile annuncio.

