Bufera sulla nomina del ct che ha fatto da testimonial a uno sponsor sgradito ma non si ricordano tanti casi border line per i quali ci si è turato il naso
Che vergogna, affidare la Nazionale a un personaggio che ha prestato il proprio volto a un bookmaker e per giunta russo. E’ l’indignazione che arriva soprattutto dalla politica e che sta montando sull’ipotesi Pirlo ct. La storia è nota ma meglio sarebbe dire era nota e da tempo, il nome di Pirlo circola da un paio di settimane, perchè ricordarsi proprio ora di questa vicenda? E – soprattutto – è giusto?
Il precedente di Fonbet col Milan
Il nome di Fonbet non è nuovo agli italiani. Nel 2021 la società russa è diventata partner ufficiale del Milan riguardo l’ambito delle scommesse sportive per i rossoneri in Russia e nei paesi della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI), un’organizzazione internazionale composta da nove delle quindici ex repubbliche sovietiche. Questo accordo permetteva di mostrare il brand Fonbet durante le partite casalinghe del Milan, così come all’interno del sito e dell’app ufficiale. Tra i partner ufficiali, di Fonbet c’era anche il Real Madrid. In Italia, così come in Spagna, è stato vietato dal Decreto Dignità (14 luglio 2018) a bookmaker e aziende operanti nel mondo delle scommesse sportive di farsi pubblicità sui media o tramite sponsorizzazioni con società sportive. Tuttavia è concesso ai club di avere sponsor in questo settore al di fuori del territorio nazionale. Scandalizzarsi per Pirlo ora appare un po’ fuori luogo, tanto più che non è certo il primo ex campione ad avere rapporti commerciali con la Russia.
Il caso Totti
Nell’aprile 2025, Francesco Totti si è recato a Mosca per partecipare come ospite d’onore agli RB Awards, un importante evento sportivo organizzato dal portale di scommesse Bookmaker Ratings. Il suo viaggio suscitò notevoli polemiche in Italia a causa del contesto internazionale, ma tutto finì in una bolla di sapone. E qualora lo richiamassero alla Roma a nessuno salterebbe in testa di fare le barricate in nome di una pelosa ed ipocrita falsa morale.
Da Istanbul a Israele passando per il Qatar
Già perchè il mondo del calcio non si è mai fatto mancare niente quando si è trattato di guadagnare anche calpestando codici etici. Nel 2019 in tanti si indignarono per l’assegnazione della finale di Champions a Istanbul, mobilitandosi contro la Turchia e chiedendo apertamente all’Uefa di boicottare la finalissima allo stadio Ataturk dopo la guerra scatenata da Erdogan contro i curdi per dare un segnale forte alla comunità internazionale. Come finì lo sappiamo. Si giocò in Turchia.
L’autore, cabarettista e scrittore, Freek de Jonge provò a organizzare un boicottaggio per Argentina 1978 per protesta contro i diritti umani calpestati dal Governo dei colonnelli a Buenos Aires. I mondiali si giocarono e vinse l’Argentina. Lo stesso de Jonge 43 anni dopo aveva deciso di provarci nuovamente per Qatar 2022. e si è ritrovato in buona compagnia, tra tifosi, addetti ai lavori ed associazioni varie, tutte unite contro il Qatar dove migliaia di lavoratori sono morti per costruire gli stadi e le infrastrutture. Risultato? Si è giocato in Qatar d’inverno, stravolgendo anche i calendari delle varie Leghe.
Quando l’Italia ha affrontato Israele nelle qualificazioni Mondiali si è di nuovo verificata un’alzata di scudi: non si può consentire che un paese accusato di genocidio partecipi a gare internazionale! Boicottate. L’Italia non giochi. Risultato? Tre a zero per gli azzurri con doppietta di Retegui e gol di Mancini. Questo però è solo un sunto di episodi recenti. Calcio e morale non sono mai andati a braccetto.
Paolo Rossi e le scommesse
Nel 1982 Paolo Rossi trascinò gli azzurri a vincere il Mondiale in Spagna ma solo pochi mesi prima aveva scontato una maxisqualifica per il caso-scommesse del Totonero. Poteva un giocatore risultato colpevole per la giustizia sportiva vestire la maglia azzurra? Qualcuno ha protestato dopo la tripletta al Brasile? Qualcuno s’è indignato per l’aministia concessa dall’allora presidente della Repubblica Pertini a tutti i giocatori condannati? Da Giordano e Manfredonia a Savoldi e Albertosi tutti furono graziati e tornarono a giocare.
E torniamo a Pirlo. Probabilmente la vicenda si sgonfierà, l’ex play straccerà il contratto con Fonbet e giurerà di non farlo mai più, Malagò spiegherà che è stato risolto tutto e Maldini tirerà un sospiro di sollievo visto che erano già sufficienti i dubbi sulla scelta tecnica dell’ex tecnico della Juve. Grave però sarebbe se il presidente della Figc considerasse tutto questo polverone non un problema ma LA SOLUZIONE dopo l’ondata di critiche per la nomina di Pirlo. Di scheletri negli armadi è già piena la Federcalcio, tra vecchie inchieste giudiziarie e polemiche legate ai vertici federali, crisi croniche dei risultati della Nazionale e mancate riforme strutturali, sospetti e polemiche su plusvalenze, bilanci dei club e dinamiche arbitrali. Fingere di diventare obiettori di coscienza proprio ora sarebbe da ipocriti e farisei.

