spiazzato da Maldini e Leonardo, si aspettava un altro tipo di progetto

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L’ex numero 1 del CONI si aspettava un altro CT. Il retroscena di Zazzaroni: “S’è incartato di brutto, ha bruciato oltre trenta giorni di lavoro”. Cosa può succedere ora.

Se un mese fa, subito dopo la sua elezione alla presidenza della FIGC, avessero detto a Giovanni Malagò che il CT del grande rilancio della Nazionale azzurra sarebbe stato Andrea Pirlo, probabilmente l’ex numero 1 del CONI avrebbe pensato di essere vittima di un’incursione di una troupe di “Scherzi a parte”. L’uomo che ha promesso, anzi garantito, la qualificazione dell’Italia ai prossimi Mondiali e – soprattutto – il rilancio in grande stile del movimento calcistico tricolore, si trova a fare i conti con un progetto diverso da quello che aveva in mente. Sicuramente meno intrigante, almeno a livello di protagonisti e forse pure di prospettive.

Mancini, Conte, Guardiola: Malagò si aspettava questo tipo di CT

Malagò è amico di Roberto Mancini, che avrebbe riportato volentieri sulla panchina azzurra emendandolo dalla “sbandata” dell’estate 2022, quando si lasciò sedurre dai soldi dell’Arabia Saudita. Avrebbe visto di buon occhio anche Antonio Conte, l’uomo delle ripartenze e delle ricostruzioni, altro personaggio forte e navigato, capace di farsi scivolare addosso le critiche e di imporre scelte e decisioni forti. Si era esposto, poi, in prima persona sull’opportunità di sforare il budget per Pep Guardiola, forse l’unico personaggio per cui sarebbe stato lecito fare eccezioni. Chi si ritroverà sulla panchina della “sua” Nazionale? Andrea Pirlo. Direttamente dalla Serie B degli Emirati Arabi.

La decisione di Maldini e Leonardo e lo spaesamento del presidente FIGC

Tutta “colpa” (si fa per dire) di Paolo Maldini e dell’amico Leonardo, che si sono impuntati sull’ex “maestro” del centrocampo azzurro. Un divo da calciatore, un po’ meno da tecnico, visti i fallimenti in serie alla guida di Juventus, Fatih Karagumruk e Sampdoria. Chissà se il neo presidente FIGC s’è pentito, in questi giorni, d’aver insistito tanto con Maldini per indurlo ad accettare l’incarico di far ripartire il calcio italiano. Di certo s’aspettava altro tipo di scelte. Non s’aspettava, soprattutto, la scelta di un personaggio accolto da tanto scetticismo a ogni livello: dei media, dei tifosi, forse anche degli stessi addetti ai lavori. Magari in cuor suo spera ancora in un ripensamento last minute. La speranza, si sa, è l’ultima a morire.

Pirlo CT, Malagò non del tutto convinto dal progetto per il calcio italiano

I dubbi di Malagò sono tratteggiati da Ivan Zazzaroni nel suo editoriale per il Corriere dello Sport. “Inseguendo la mediaticità (Maldini era il perfetto frontman suggerito dai club) Malagò s’è incartato di brutto: non a caso ha bruciato oltre trenta giorni di lavoro per arrivare a un progetto che tutto sommato non lo convince in pieno”, la rivelazione del direttore. “Se avesse potuto, Maldini avrebbe indicato – per gusti ed età – De Rossi o Grosso, entrambi sotto contratto”. E invece arriverà Pirlo. “Se è servito oltre un mese per arrivare a Pirlo, dopo aver messo in fila Conte, Mancini, Baldini, Ancelotti (sotto contratto) e addirittura Guardiola (un grottesco viaggio dell’illusione) significa che la nostra capacità di progettazione resta inesistente, oltre che condizionata da umori e interessi contrari”.

Riuscirà Pirlo a riportare l’Italia ai Mondiali?

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