Yamal predestinato come Bergomi, ecco come ha festeggiato, è leggenda ma non ha brillato

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Il baby-talento iberico sul tetto del mondo anche senza incidere, l’abbraccio con Messi e l’appuntanento: nel 2030 avrà solo 23 anni

Un solo gol (all’Arabia Saudita), zero assist, diverse partite sotto tono una finale senza brillare ma Lamine Yamal è già nella storia dopo il Mondiale vinto dalla Spagna contro l’Argentina a New York. La stella del Barcellona è diventato campione del mondo a 19 anni e 6 giorni, il quarto più giovane nella storia dopo Pelé (17 anni, 8 mesi e 8 giorni nel 1958), Ronaldo Nazario (17 anni, 9 mesi e 25 giorni nel 1994) e Giuseppe Bergomi (18 anni, 6 mesi e 20 giorni nel 1982). Antônio Wilson Honório Coutinho lo raggiunse esattamente alla stessa età, nel 1962. Un predestinato, e si sapeva. Peccato che proprio nel giorno della sua prima sfida in carriera a Messi entrambi abbiano deluso.

L’abbraccio con Messi

Quell’immagine però diventerà leggendaria: Lionel Messi che si alza da terra per salutare Lamine Yamal che lo abbraccia teneramente. Un passaggio di consegne tra fenomeni divisi da 20 anni e 19 giorni. Lo spagnolo era tra le stelle più attese di questo Mondiale ma non ha brillato a differenza di Kylian Mbappé, Harry Kane, Erling Haaland, Jude Bellingham e tutto il firmamento di stelle che hanno incatenato prestazioni brillanti una dopo l’altra, Lamine Yamal non è mai riuscito a entrare in quel gruppo.

L’infortunio pre-Mondiali

E’ arrivato negli Stati Uniti con i postumi di un infortunio al bicipite femorale sinistro che lo ha costretto ad allenamenti differenziati e persino alla panchina iniziale nel debutto contro Capo Verde. Si sperava che potesse crescere col passar delle gare e qualche progresso c’è stato, contro la Francia forse la sua miglior partita ma la sua versione super, quella che ha mostrato, ad esempio, a Euro 2024, quando venne eletto come Miglior Giovane Giocatore, non s’è mai vista.

Il babytalento spagnolo è stato sostituito all’intervallo nella gara con l’Arabia Saudita dopo aver segnato un gol (il primo ai Mondiali e finora l’unico) e non è riuscito a completare i 90 minuti contro l’Uruguay e negli ottavi di finale contro l’Austria. Solo dagli ottavi di finale Luis de la Fuente ha potuto contare su di lui a tempo pieno, ma Yamal non ha mai raggiunto l livello di brillantezza che mostra partita dopo partita con la maglia del Barcellona.

La mossa di Scaloni

In finale Scaloni aveva ideato un piano specifico per neutralizzarlo. Tagliafico non lo ha mai perso di vista nei primi 45′, con una costante copertura di Enzo Fernández e Mac Allister ogni volta che si accentrava. L’obiettivo era chiaro: impedirgli l’uno contro uno, la sua zona di comfort. L’occasione più limpida è arrivata in combinazione con Dani Olmo: controllo orientato, cambio di ritmo e uno contro uno con Dibu Martínez, anche se Lisandro Martínez e il portiere argentino l’hanno impedita. Poi all’ultimo minuto dei tempi regolamentari è stato Dibu con una parata sensazionale a negargli il gol. Poco male. La coppa l’ha vinta e per il resto c’è ancora tempo. Ai prossimi Mondiali avrà solo 23 anni.Resta che è campione del mondo. Il giocatore ha festeggiato il trionfo con la sua fidanzata, Inés García, e anche con il fratello minore, Keyne che indossava gli occhiali neri e mangiava empanadas.

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