Il terzino turco è l’ultimo di una serie di operazioni saltate per l’inserimento dei due club durante le trattative
Polemiche, sgarbi e duelli di mercato. Magari non come negli anni ’80 o a inizio 2000, ma quella tra Roma e Juventus è una rivalità destinata a non morire. Il passaggio di Celik in bianconero a parametro zero dopo l’accordo verbale con la Roma è solo l’ultimo di una serie di casi che hanno scaldato il mercato e non solo. E che in queste ore hanno fatto infuriare la Roma anche perché dall’altra parte c’è quel Ricky Massara mandato via appena 2 mesi fa a seguito dei dissapori con Gasperini.
Da boniek a emerson
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Le radici affondano lontano. Nell’estate del 1970 la Roma fu costretta a cessioni dolorose per esigenze economiche, tra cui i giovani Capello, Spinosi e Landini. Finiti in blocco alla Juventus che conosceva i problemi finanziari del club. Una scelta di mercato che mandò su tutte le furie la piazza. In cambio, la Roma ottenne un cospicuo conguaglio economico, lo spagnolo Luis Del Sol, Gianfranco Zigoni e Roberto Vieri. Ma ad alimentare la tensione tra le due sponde, oltre a polemiche arbitrali e sfide accese in campo, fu ben altro. Per esempio il caso Zibi Boniek. Il polacco dopo esser stato “scippato” dalla Juve alla Roma nei primi anni Ottanta (aveva già visitato Trigoria a seguito di un amichevole tra Roma e Polonia organizzata appositamente) fece il percorso inverso nel 1985, mentre nell’estate 2004 la ferita si aprì nella direzione opposta: Jonathan Zebina a parametro zero ed Emerson, dopo una trattativa logorante vinta dai bianconeri a suon di certificati medici e “depressioni” mai del tutto chiarite, lasciarono Trigoria per vestire il bianconero. Fu uno dei momenti più duri per l’ambiente romanista, che visse quell’addio come un tradimento sportivo. Gli anni Novanta e Duemila hanno moltiplicato gli incroci. Angelo Peruzzi passò dalla Roma alla Juventus nel 1991, mentre Thomas Haessler fece il percorso inverso. Miralem Pjanic, Mirko Vucinic e Wojciech Szczesny sono stati protagonisti del viaggio da Trigoria a Torino. E anche Osvaldo fu visto come “traditore” nel 214.
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Contese di mercato
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In quegli anni furono tanti gli obiettivi di mercato contesi fino all’ultimo minuto tra i due club e che spesso hanno cambiato l’umore delle due piazze. Qualche esempio? Paulo Sousa era destinato alla Roma insieme a Ciro Ferrara e Didier Deschamps nel 1994, ma finì alla Juventus, con Franco Sensi che ruppe con Luciano Moggi, poi approdato proprio a Torino con tutto il pacchetto che fece grande la Juve della “triade”. Nel 2001 fu Antonio Cassano a diventare terreno di scontro: la Roma lo strappò alla concorrenza bianconera investendo 50 miliardi e inserendo la comproprietà di Gaetano D’Agostino. Nel 2014, invece, furono Radja Nainggolan e Juan Iturbe ad accendere la contesa, con la Roma capace di anticipare la Juventus sul tempo. Il passaggio di Iturbe in giallorosso in particolare mandò su tutte le furie Antonio Conte tanto da portare in seguito alle dimissioni l’ex tecnico bianconero. Infine i casi Paulo Dybala e Matias Soulé che hanno invece fatto il percorso contrario, riportando equilibrio e un pace apparente tra i club. Un equilibrio spezzato dal caso Celik (e dal tentativo della Juve per Pellegrini) che ha riacceso anche la polemica tra Gasperini e Massara, ex nemici nella Roma. E oggi ancora di più sul mercato.
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