“Chi non salta è un inglese”.
E’ festa vera in queste ore in tutta l’Argentina per la vittoria
in rimonta della ‘Selección’ di Leo Messi e Lionel Scaloni nella
sentitissima semifinale con l’Inghilterra. E non ci sono tifosi
che non saltano, non ci sono clacson che non suonano, e bandiere
che non sventolano. Gli argentini si sono riversati per le
strade in tutte le città pochi minuti dopo il fischio finale di
Atlanta e hanno dato il via alle celebrazioni.
A Buenos Aires la catarsi è di scena nell’obelisco che si
staglia al centro della città, iconico punto di convergenza
della gioia e della rabbia di un’intero paese a seconda delle
occasioni. “Un minuto di silenzio per gli inglesi che sono
morti”, cantano ancora i tifosi a mo’ di scherno. Ma il
canzoniere è infinito, e include anche l’inno di questi
mondiali, la ‘Cuarta Estrella’, che inneggia alla vittoria “per
le Malvinas, per Diego, e per l’ultima di Leo”.
Scene che si ripetono anche al centro di Rosario, la città di
Messi che ospita il monumento alla bandiera argentina, e nelle
strade di Cordoba, Salta, Tucumán e Mar del Plata. “Non ci sono
parole, questa nazionale è la cosa più grande che c’è”, grida un
tifoso nel mezzo di una colonna diretta verso l’Obelisco a
Buenos Aires e che viene assorbito subito dal resto dei tifosi
che intonano uno dei cori più ascoltati anche durante la
partita. “Vamos vamos Selección, siamo venuti a tifare, per
diventare campioni, oggi bisogna vincere”.
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