Il ct dei Bleus critica velatamente l’arbitraggio dopo il ko con la Spagna. Dembélé manca il bis Pallone d’Oro-Mondiale e resta la maledizione.
La Francia saluta il Mondiale. Le aspettative erano altissime, i bookmakers davano i Bleus favoriti per una possibile finale con l’Argentina ma la Spagna ha dominato in lungo e in largo, con un secco 2-0 senza sorprese, e ha spezzato i sogni di Mbappé, Dembélé (ricandidato al Pallone d’Oro) e compagni. Al termine della gara il commissario tecnico Didier Deschamps non ha nascosto l’amarezza per un traguardo sfumato ma ha però lanciato anche una frecciata all’arbitraggio.
Deschamps critica l’arbitraggio
Si parte con l’ammissione di colpe per il tecnico francese che esordisce così in conferenza stampa: “C’è ovviamente molta delusione. I giocatori sono devastati perché avevamo grandi ambizioni. Dobbiamo però essere realisti e riconoscere che oggi eravamo tecnicamente un passo indietro rispetto a una squadra che sapeva cosa stava facendo. La colpa è principalmente nostra”.
Poi la domanda destinata a far discutere è poi questa per Deschamps: “L’arbitro è abbastanza bravo da arbitrare una semifinale di Coppa del Mondo?” (…) “E non lo dico perché abbiamo perso, ma ci sono state certe situazioni… Spesso anche sfavorevoli per noi. Ma il motivo principale è che siamo stati un po’ al di sotto delle nostre potenzialità e meno pericolosi in attacco di quanto avremmo potuto essere.”
E infine: “Abbiamo commesso qualche errore tecnico e sbagliato dei passaggi che avrebbero potuto creare situazioni e occasioni. Dobbiamo accettarlo; questo è il livello più alto, anche se fa male. Era l’ultimo passo verso questa potenziale finale… Quindi giocheremo la finale per il terzo posto. La giocheremo; non toglie nulla a ciò che abbiamo raggiunto. Ma in questa partita la Spagna ha mostrato qualcosa in più”.
Testa già alla finale per il terzo posto
Nonostante la forte delusione, Deschamps ha assicurato che la Francia affronterà con il massimo impegno la finale per il terzo posto, sottolineando come il percorso dei Bleus resti comunque positivo: “Sulla finale per il terzo posto sono totalmente impegnato, preparerò la partita con i giocatori… Con l’obiettivo di fare tutto il possibile per arrivare fino in fondo. Non ci siamo riusciti, la delusione c’è. È una grande delusione. È un Mondiale, ma non voglio sminuire ciò che abbiamo fatto bene e molto bene.
E ancora aggiunge il ct: “Certo, ci sono state complicazioni legate a questa competizione per tutte le squadre. Pensavo che ci fossimo ripresi abbastanza bene. Ma William Saliba non può continuare… Sono cose che non vanno per il verso giusto. Ma non voglio togliere nulla alla qualità di questa squadra spagnola, che ha controllato la partita”.
Dembélé e il tabù del Pallone d’Oro ai Mondiali
L’eliminazione della Francia contro la Spagna spegne anche il sogno personale di Ousmane Dembélé. Il francese, Pallone d’Oro in carica, non riuscirà infatti a diventare il primo giocatore a conquistare la Coppa del Mondo nell’anno successivo al riconoscimento individuale. L’attaccante dei Bleus era considerato uno dei candidati più credibili per interrompere questa lunga tradizione negativa, ma la sconfitta in semifinale lo inserisce in una lista che continua ad allungarsi.
Una maledizione lunga decenni
Con il ko contro la Spagna, Dembélé diventa il terzo Pallone d’Oro in carica eliminato in semifinale di un Mondiale dopo Eusébio nel 1966 e Michel Platini nel 1986. Prima di lui erano invece arrivati fino all’ultimo atto senza riuscire ad alzare il trofeo Gianni Rivera nel 1970, Johan Cruyff nel 1974, Karl-Heinz Rummenigge nel 1982, Roberto Baggio nel 1994 e Ronaldo nel 1998.
Anche altri vincitori del Pallone d’Oro hanno visto interrompersi il proprio cammino prima della finale: Marco Van Basten si fermò agli ottavi nel 1990, Michael Owen e Ronaldinho ai quarti rispettivamente nel 2002 e nel 2006, Lionel Messi ai quarti nel 2010, Cristiano Ronaldo uscì al primo turno nel 2014 e agli ottavi nel 2018, mentre Karim Benzema nel 2022 non prese parte al torneo a causa dell’infortunio. La maledizione, dunque, resiste anche nel 2026: Dembélé dovrà rimandare il tentativo di entrare nella storia.
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