Per il bomber del City è quasi un derby, il giocatore non sente la pressione, sorride a tutti e considera i britannici favoriti
Basta vederlo mentre parla per capire che Erling Braut Haaland non è un campione qualsiasi anche fuori dal campo. Freddo e spietato quando si gioca, un cioccolatino quando si racconta. Sorride con gli occhi cerulei, scherza, non si prende mai sul serio. Un vero antidivo, al punto da rispondere con ironia sui social ai tanti meme che lo paragonano al personaggio di Dragon Ball Majin Bu: “Non lo nego neanche io”, ha scritto il bomber. Per lui la partita dei quarti Norvegia-Inghilterra avrà un significato molto speciale. L’attaccante del Manchester City affronterà per la prima volta la nazionale del paese in cui è nato 25 anni fa, quando suo padre, Alf-Inge Haaland , giocava per il Leeds United.
La scelta di Haaland
Pur avendo la possibilità di rappresentare l’Inghilterra, l’attaccante ha sempre saputo che il suo futuro in nazionale era con la Norvegia. La sua famiglia è tornata nel paese nordico quando lui aveva solo tre anni, ed è lì che è cresciuto e ha trascorso tutta la sua carriera. “Ho vissuto pochissimo in Inghilterra e praticamente tutta la mia vita in Norvegia. È stata una scelta naturale“, ha spiegato qualche anno fa. La Federazione calcistica inglese (FA) ha seguito da vicino la sua crescita fin da quando ha iniziato a distinguersi, e persino l’ex allenatore Gareth Southgate ha ammesso di aver preso in considerazione l’idea di ingaggiarlo, sebbene Haaland avesse già deciso di rappresentare la Norvegia. L’attaccante ha seguito le orme del padre, nazionale norvegese che ha partecipato ai Mondiali del 1994 negli Stati Uniti.
Il derby speciale del bomber
E’ stato il suo turno a parlare ai media ed è stato subito caos. Fuori dal centro stampa c’erano code interminabili e tutti i giornalisti che volevano entrare dovevano passare attraverso un controllo di sicurezza. La conferenza stampa è stata divisa in una sezione norvegese e una sezione internazionale che era gremita di giornalisti stranieri. Sarà un po’ un derby per lui, che si troverà di fronte a compagni di squadra e rivali a lui familiari come John Stones, Declan Rice e Bukayo Saka: “Mi piacciono molte cose. Prima di tutto, il semplice fatto di poter giocare in un Mondiale. Per me è un grandissimo onore ed era uno dei più grandi obiettivi della mia carriera. Essere qui, competere sul palcoscenico più importante del calcio con i miei compagni di squadra norvegesi contro le migliori squadre del mondo, è qualcosa di veramente speciale.” Non me l’aspettavo assolutamente. L’ho già detto diverse volte. Persino prima della partita contro il Brasile non lo immaginavo, e a dire il vero, non lo immagino ancora. Essere ai quarti di finale con la Norvegia è sorprendente persino per me”.
E’ spontaneo nelle dichiarazioni Haaland, sincero nel dirsi sorpreso dei risultati raggiunti: “Giocare contro il Brasile è stato un po’ folle per noi norvegesi, batterli e poi andare a giocare contro l’Inghilterra nei quarti è davvero speciale: guardate le scene in Norvegia, e capirete che tutto ciò non è per niente normale per noi. Abbiamo semplicemente giocato a calcio e ci siamo divertiti. E ricordo di aver detto questo poco prima dell’inizio della partita: ‘Ragazzi, qualunque cosa succeda, sorridete e godetevi il momento, perché abbiamo fatto tutto il possibile”. Per il numero 9 l’Inghilterra è favorita per il passaggio del turno e le possibilità della Norvegia di vincere il titolo “sono basse”.
“Sì, assolutamente, la pressione per vincere è sull’Inghilterra. Le nostre possibilità di vincere la Coppa sono ancora basse. Ci sono altri favoriti indiscussi, e l’Inghilterra è uno di questi. E penso che tutta la pressione debba ricadere sui giocatori inglesi. Le nostre possibilità di vincere la Coppa sono ancora basse. Ci sono altri favoriti indiscussi, e l’Inghilterra è uno di questi. E penso che si debba mettere tutta la pressione sui giocatori inglesi. È la partita più importante della nostra storia e dobbiamo dare il 100%”.
Golf e shopping per Haaland
Nonostante le tantissime gare giocate in stagione Haaland è ancora al top: “Devo solo dare merito a Stale, che in certi casi capisce la situazione, e al City. Si tratta di essere preparati per tante partite”. Merito del “piano” ideato dalla Federazione calcistica norvegese e dal commissario tecnico della nazionale, che prima di partire per gli Stati Uniti aveva annunciato un programma speciale per Erling con l’obiettivo di ottenere il massimo da lui ai Mondiali. E sta funzionando. La Norvegia si trova negli Stati Uniti da oltre un mese. Boston, New Jersey, Dallas e ora, il caldo soffocante e l’umidità di Miami, in Florida.
Le giornate dedicate al golf sono fondamentali per rilassarsi: “Penso che staccare la spina sia importante in una lunga stagione che dura 11 mesi con circa 65 o 66 partite. È importante fare cose come queste. Qui, è importante avere la mente lucida e potersi rilassare come si preferisce”. Haaland – che non è stato contagiato dal virus che ha colpito alcuni suoi compagni – ha infine parlato della popolarità di cui gode negli Usa, cresciuta oltre che per i gol dopo che è stato immortalato a Dallas a fare shopping di stivali e cappelli da cowboy; il suo video su Youtube ha raccolto oltre sei milioni di visualizzazioni in pochi giorni. “È una cosa buona, perché mi piacciono gli americani, penso che siano anche molto divertenti. Sono simpatici, mi piace il loro modo di essere”.

