Il ct spagnolo si affida all’imperatore filosofo e cita una frase in conferenza: “Ciò che è dannoso per l’alveare è dannoso anche per l’ape”. Yamal sfida il Belgio
Niente proclami, ma grande fiducia nella forza del gruppo ed attenzione massima. Alla vigilia del Quarto di Finale del Mondiale 2026 contro il Belgio, il ct Luis de la Fuente si presenta in conferenza stampa al SoFi Stadium con il consueto equilibrio. Il ct della Spagna ammette di aver avvertito un po’ di tensione prima della gara, senza però lasciarsi influenzare dalle emozioni o dallo sguardo alla possibile sfida con la Francia. Yamal, intanto, punta al bis con il Mondiale – dopo l’Europeo vinto – ed accende la sfida contro i Diavoli Rossi.
La probabile formazione della Spagna
“Il nervosismo non mi condiziona; la calma ti dà la forza”, spiega l’allenatore della Roja, convinto che proprio la lucidità possa fare la differenza in una sfida da dentro o fuori. Esordisce così il tecnico della Spagna in conferenza stampa. Uno dei temi principali riguarda poi, inevitabilmente, l’undici titolare. De la Fuente chiarisce che ogni scelta nasce esclusivamente da valutazioni tecniche e tattiche, calibrate sull’avversario:
“Scegliere la formazione titolare è la parte più difficile del lavoro di un allenatore. Ma non si basa su una singola partita. Non tutti i giocatori hanno le stesse caratteristiche. Si tratta di analizzare a fondo l’avversario e poi selezionare gli undici titolari. In ogni caso, se si apporta una modifica, non è per punire nessuno, ma perché qualcuno potrebbe essere più adatto alla prossima partita.”
L’elogio a Scaloni e la lezione di Marco Aurelio
Il commissario tecnico spagnolo torna poi su un tema che considera fondamentale: la gestione del gruppo. Per De la Fuente il successo passa prima di tutto dai rapporti umani, motivo per cui non nasconde la stima nei confronti di Lionel Scaloni e Gustavo Alfaro.
“Questa è la cosa più importante. Gestire le persone, i professionisti. E poi, a livello umano, assicurarsi che siano persone che diano un contributo positivo. Condivido tutte le idee di Scaloni, condivido la sua filosofia calcistica, ed è una persona fantastica. Gustavo Alfaro, che ammiro anch’io, parlava di leadership basata sui valori. Funziona; lo stiamo vedendo in questi giorni.”
Per spiegare il concetto, il ct cita anche Marco Aurelio, autore che sta leggendo in questi giorni. “Sapete che mi piace tutto ciò che riguarda Roma. Sto leggendo un libro di Marco Aurelio. E in esso dice: ciò che è dannoso per l’alveare è dannoso anche per l’ape.”
Yamal: “La mia grande partita sta per arrivare”
L’altra faccia della vigilia è quella di Lamine Yamal. Il talento del Barcellona, rientrato da un lungo stop per un infortunio muscolare, sente di essere vicino alla migliore condizione e lancia un messaggio al Belgio: “Sto bene, e la mia grande partita sta per arrivare.”
Lunedì la stellina della Roja compirà 19 anni. Intanto, continua il percorso di crescita dopo il rientro dall’infortunio: 20, 45, 75, 84 e 90 sono i minuti nelle cinque gare disputate, con un gol segnato contro l’Arabia Saudita: “Posso fare meglio, non mi basta ciò che sto facendo. Io sono super esigente con me stesso, non ho mai detto ‘ok, mi basta’, né in nazionale né nel Barça.”
“Posso fare di più. E quando starò bene…”
Il quarto di finale rappresenta l’occasione ideale per lasciare il segno e la Spagna non arrivava tra le migliori quattro del Mondiale dal 2010 e il giovane fuoriclasse Yamal vuole essere protagonista. “La gente si ricorda di momenti come questi, quando ci sono gli ottavi, i quarti. E io con loro: queste sono le situazioni nelle quali sono più motivato.”
Infine la risposta a chi lo ha criticato nelle ultime settimane: “Considero le critiche come qualcosa di positivo. Ma il giorno che sto bene tutto il mondo deve stare zitto”.
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