La conferenza di presentazione del nuovo allenatore si apre con una frecciata del patron all’indirizzo di Allegri: “Ora si gioca per vincere, questo è il nuovo stile”
C’è Gerry Cardinale seduto al fianco di Ruben Amorim nel giorno della presentazione del nuovo allenatore del Milan. Ed è proprio il numero uno di RedBird a prendersi subito la scena, aprendo la conferenza con una stoccata che sa tanto di messaggio indirizzato a Max Allegri. Si parte dalle delusioni della scorsa stagione per voltare pagina e guardare al futuro, ma nelle parole del tecnico portoghese riaffiorano concetti già sentiti in casa rossonera ai tempi di Paulo Fonseca. Torna infatti di moda l’idea di un “calcio dominante”, con la speranza che, stavolta, alle intenzioni seguano anche i risultati. I riflettori, inevitabilmente, si sono poi spostati sul mercato e sui casi più spinosi dell’estate, da Leao a Modric. Amorim ha spiegato perché il Milan abbia deciso di puntare con decisione su Gonçalo Ramos e ha fatto chiarezza anche sul ruolo che immagina per Pulisic nel suo nuovo progetto tecnico.
Milan, la bordata di Cardinale ad Allegri
La mancata qualificazione alla Champions League resta una ferita ancora aperta per Cardinale. Proprio dal fallimento dell’obiettivo quarto posto è nata la rivoluzione che ha ridisegnato il Milan, come ha spiegato lo stesso patron rossonero. “È come se avessimo concentrato sei mesi di meeting in un solo mese. Stiamo lavorando per ricostruire e rafforzare il club, ridefinendo il rapporto tra allenatore, management e proprietà allo scopo di riportare il Milan ai fasti del suo glorioso passato”.
Poi la frase destinata a far discutere, una vera e propria frecciata ad Allegri: “Noi giochiamo per vincere, non per non perdere. Questo è il nostro nuovo stile. Vogliamo un calcio entusiasmante, coraggioso e bello da vedere. Amorim è il pilastro della nostra nuova organizzazione. Ho portato al Milan le persone migliori che avevo, saranno i fatti a parlare”.
Amorim rispolvera Fonseca: “Ma non chiamatemi Mourinho”
Lo dice senza troppi giri di parole Amorim: “Ho grande rispetto per Allegri, ma abbiamo idee diverse. Io voglio vedere una squadra che domini gli avversari”. Parole che ricordano, forse fin troppo, i concetti espressi da Fonseca nel giorno della sua presentazione. Il tecnico portoghese, poi, fissa subito gli obiettivi: “Dobbiamo fare più gol ed essere dominanti”, ribadisce pensando allo scudetto della seconda stella. “Sono un allenatore felice, ho fame di successi”, aggiunge. Quando in sala stampa viene pronunciato il nome dell’ex Inter José Mourinho, Amorim non si sottrae al paragone: “Ho imparato moltissimo da lui, penso di poterlo chiamare un amico, ma siamo completamente diversi. Non aspettatevi che io sia come lui”.
Amorim allo scoperto su Modric, Leao, Ramos e Pulisic
Nessun dubbio su Modric: “È un giocatore che vogliamo tenere. Ho parlato con lui due volte e sono pronto a rifarlo, ma adesso è giusto concedergli qualche giorno di riposo. Certo, forse non giocherà tutte le partite, ma contiamo su di lui”. Amorim si espone anche su Pulisic: “È un calciatore di enorme talento. Si è infortunato al Mondiale, ma è perfetto per il calcio italiano, dove le squadre si difendono molto bene. Conosco alla perfezione i suoi punti di forza e ho le idee molto chiare”.
Sul colpo Ramos, invece, spiega: “Ci credo moltissimo. Lo avete visto contro la Croazia? Aveva tre difensori addosso e ha segnato lo stesso. Ti bastano cinque minuti per capirne il valore. È più di un giocatore, è un messaggio”. Più abbottonato sul futuro di Leao, a cui riserva comunque parole importanti: “È uno dei nostri giocatori con la G maiuscola”.

