Juve, con Carnevali si torna a investire nel mercato italiano

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Uno dei problemi principali della gestione Comolli era stato il rapporto con le altre società, anche di Serie A. Il neo ad e dg, invece, ha fatto subito valere i suoi contatti, ottenendo un duplice risultato

Fabio Russo

Giornalista

Parafrasando il detto, se la nuova Juve si vede dalle prime operazioni di mercato, il cambio di rotta dalla gestione Comolli a quella Carnevali è stato subito evidente. I primi tre affari completati dal neo ad e dg bianconero segnano una rottura netta con il recente passato: basti pensare che l’acquisto di Jeff Ekhator dal Genoa è stato il primo dopo quasi due anni arrivato da un club di Serie A. L’ultimo era stato Teun Koopmeiners dall’Atalanta, ultimo colpo estivo dell’era Giuntoli.

juve, comolli e gli affari con l’estero

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Che i rapporti con le altre società fossero stati uno dei problemi principali dell’operato dell’ex dirigente francese e uno dei motivi che avevano portato alla separazione era parso evidente fin da subito, ma sono state le mosse del suo successore a renderli ancora più evidenti. Nelle due sessioni di mercato della scorsa stagione, Comolli aveva praticamente fatto affari soltanto con l’estero. Sia in entrata che in uscita. Uniche eccezioni, l’arrivo in prestito di Emil Holm dal Bologna, con Joao Mario a fare il percorso inverso, e l’affitto di Rugani alla Fiorentina. Per il resto, si era lavorato soprattutto con club europei, dal Portogallo (Alberto Costa e Joao Mario) alla Francia (David, Zhegrova, Boga e Weah) dall’Inghilterra (Douglas Luiz e Savona) alla Germania (Openda e Mbangula), fino alla Spagna (Nico Gonzalez). Carnevali, invece, ha subito messo in mostra i contatti storici costruiti negli oltre 10 anni di attività al Sassuolo, ottenendo un duplice risultato.

carnevali e la riscoperta del mercato italiano

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Intanto, grazie alle cessioni di Daffara al Parma e Puczka al Genoa, ha raggiunto il target dei 12 milioni di plusvalenza entro il 30 giugno per alleggerire il bilancio che la proprietà gli aveva indicato. E, al tempo stesso, si è assicurato un talentuoso prospetto come Ekhator permettendo al Genoa di raggiungere il proprio obiettivo finanziario. Ma, soprattutto, ha posto la Juventus nelle condizioni di tornare ad avere un dialogo fitto e costruttivo con quei club medio/piccoli di Serie A con i quali fare affari che convengano ad entrambi. Da sempre, infatti, la forza della Vecchia Signora sul mercato italiano era stata quella di essersi saputa assicurare molti giocatori del nostro campionato grazie alla fitta rete di rapporti e agli affari ripetuti negli anni. Se tre indizi fanno una prova (e il quarto, Muharemovic, è a un passo dal concretizzarsi), Carnevali ha iniziato rimettendo la Juve al centro del mercato d’Italia.



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