Milan, Antonio Silva e la lite con Bonucci in Juve-Benfica

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Champions, settembre 2022, il difensore intervenne duramente contro il capitano della Juve che l’era presa con Joao Mario. E dopo la partita disse: “Conosco e rispetto la sua storia, ma in campo i nomi non contano”

La possibilità di ritrovarlo in campo non esiste più perché è un avversario che ha smesso col calcio giocato. Ma se Antonio Silva sbarcasse davvero nel nostro campionato, porterebbe sicuramente nel suo trolley anche quei momenti agitati vissuti quattro anni fa con(tro) Leonardo Bonucci. Utili, tra l’altro, per capire e verificare la personalità e il temperamento del ragazzo.

cosa successe

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Girone di Champions League, 14 settembre 2022, allo Stadium di Torino si gioca Juve-Benfica, seconda partita del gruppo H. Tra i bianconeri c’è tensione perché la prima uscita, contro il Psg, è andata male. E così, quando Joao Mario porta avanti i portoghesi su rigore (assist di Gonçalo Ramos…) e sceglie di esultare portando le mani alle orecchie sotto le tribune, Bonucci non ci sta e interviene. Corre verso il muro di maglie rosse che stanno festeggiando, ci si infila in mezzo e prende per un braccio Joao Mario chiedendo spiegazioni sul gesto. A quel punto interviene Antonio Silva, con una certa veemenza: prova a separare il compagno da Bonucci, senza riuscirci, poi lo spinge via con forza. Il capitano bianconero non molla la presa e allora Silva gli va contro a muso duro. Un faccia a faccia nel quale gli punta il dito contro, ad altezza viso, a pochi centimetri da Leonardo. Della serie: hai rotto, ora la pianti.

due 7 in pagella

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Il momento di tensione scorre via così, non è una cartolina particolarmente strana, sono scene che si vedono cento volte in una stagione. A colpire è il fatto che Antonio Silva in quel momento ha solo 18 anni, non sta giocando nel suo stadio e non si è fatto mezzo scrupolo nel puntare il dito contro il capitano 35enne degli avversari, uno dei difensori più iconici al mondo. Nei giorni successivi il portoghese spiegherà così l’episodio e il suo modo di comportarsi: “Tutti conoscono la storia di Bonucci nel calcio europeo, ma in campo i nomi non contano, la cosa più importante è difendere il Benfica, ed è quello che ho cercato di fare”. Ecco, questo è il “caratterino” di Silva, che comunque in quel doppio confronto con la Juve andò decisamente bene anche in termini di prestazione. Nella partita di Torino prese 7 in pagella, accompagnato da questo giudizio: “Non ha un buon piede ma il fisico è imponente e lui lo usa benissimo per arginare Vlahovic. È giovane, ma non sente la pressione e dimostra di avere personalità”. Al ritorno riuscì persino a segnare, stappando un match che poi terminò 4-3 per i portoghesi e sancì l’eliminazione della Juve dalla Champions. “Il diciottenne gioca con la sicurezza di un veterano e non solo in difesa. Ottimo negli anticipi, timbra di testa il primo gol in Champions League. Predestinato”, fu il giudizio in pagella. Nelle ultimissime stagioni la stella non ha più brillato così tanto, ma Amorim – nel caso – conta di restituirgli la sua luce.



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