Con l’allenatore portoghese si aprirà il nuovo ciclo rossonero: proprietà, società e corpo tecnico lavoreranno in totale sintonia
Ruben Amorim ieri è diventato ufficialmente l’allenatore del Milan dopo tre settimane di colloqui e incontri. Pare si sia creata una chimica speciale tra il tecnico portoghese e il proprietario Gerry Cardinale, che ha condotto il casting in prima persona ed è deciso a occuparsi sempre di più del club dopo quattro anni in cui ha (troppo, secondo lui) delegato ad altri. Il profilo è quello che cercava: un tecnico in grado di proporre un calcio d’attacco, molto più spettacolare, con transizioni veloci, che si pone sempre l’obiettivo di vincere piuttosto che di non perdere. Il cambio di filosofia con l’ultima gestione Allegri è netto. Non solo, Amorim è stato scelto per valorizzare e lanciare i giovani, in uno sforzo molto più coordinato con i settori giovanili, la Primavera e Milan Futuro. “Seguiamo Ruben da anni – il commento di Cardinale nella nota ufficiale sull’ingaggio del portoghese -. Il suo percorso allo Sporting è stato straordinario e rispecchia esattamente lo stile di gioco che stiamo cercando. È uno dei tecnici più preparati e innovativi della nuova generazione europea: giovane, ambizioso, con una chiara identità calcistica e un approccio tattico ben definito. Ruben crede in un calcio offensivo e ad alta intensità. La sua filosofia si sposa perfettamente con la nostra visione, e le sue qualità di leadership, unite alla capacità di far crescere i calciatori, ci hanno colpito profondamente. Crediamo in lui e siamo entusiasti di accoglierlo nel club”. Non a caso il contratto firmato è di tre anni con opzione per una quarta stagione insieme: nessun allenatore dell’era RedBird aveva ottenuto prima un accordo temporalmente così lungo, segno che si parte con il pieno della fiducia. L’Amorim che Cardinale ha in testa è quello dei successi e della rapida scalata allo Sporting, non quello di Manchester, anche se il fallimento allo United non preoccupa più di tanto. È considerata un’esperienza deludente che ha fatto crescere il portoghese come tecnico, ma anche come persona. Arriva al Milan insomma già scottato e dopo aver imparato molto sul piano dei rapporti con la proprietà e nella gestione dei giocatori.
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Ma anche se la decisione è stata sua, Cardinale per la scelta dell’allenatore non ha fatto tutto da solo, ma si è consultato con i candidati che ha sondato per l’altro ruolo chiave, quello di dt (football Ceo in americano): anzi, nei piani originari c’era di partire a ricostruire l’organigramma con questa figura, ma poi l’accordo saltato con Ralf Rangnick ha fatto cambiare l’ordine degli addendi. Tradotto: Krösche, al momento in pole come dt (arriverebbe con il fido Hardung, suo braccio destro già al Lipsia e all’Eintracht), ha già avallato la nomina di Amorim.
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Bene, anche perché il primo punto del nuovo Milan targato Cardinale vuole essere quello di parlare con una voce sola. Management e proprietà dovranno avere totale identità di vedute, trasparenza e collaborazione. Tre parole chiave, a evidenziare il salto rispetto al passato. Il progetto rossonero, come detto, guarda al futuro, ma è ben ancorato nel presente, perché dopo due anni senza qualificazione in Champions League anche l’ambiente ha voglia di vincere. La stessa che Cardinale ha trasmesso a tutti i protagonisti in queste settimane di colloqui e riunioni intensi: il nuovo Milan nasce ora, ma non vuole aspettare chissà quanto per tornare in cima.
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valutazioni
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Anche perché, sia nella convinzione del numero uno di RedBird che del nuovo tecnico, la squadra ha già un’ottima base per competere. Il mercato potrà rinforzarla e rifinirla, di certo non portarle via uno dei pezzi fondamentali. Cardinale e Amorim, infatti, sono d’accordo nel giudicare Christian Pulisic assolutamente incedibile. Gli ultimi, deludenti mesi della stagione appena ultimata sono considerati un caso. In una nuova struttura, Capitan America potrà tornare l’asso che ha trascinato il Milan per larghi tratti negli ultimi tre anni. Ma attenzione, se Amorim ha un buon giudizio dei giocatori che dovrà allenare, è anche vero l’inverso. L’indiscrezione, infatti, è che il gruppo squadra – nella chat comune di whatsapp – abbia commentato molto favorevolmente la nomina in panchina dell’ex Sporting e Manchester United. La sensazione, anche per molti dei protagonisti, è quella che si possa davvero aprire un nuovo ciclo.
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