Carnevali nuovo ad della Juventus: ecco come ha operato sul mercato al Sassuolo

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Il prescelto di Elkann a un passo dalla Juve: l’ultimo atto in neroverde è la firma di Aquilani, poi via alla nuova avventura torinese

Giovanni Carnevali comincia la nuova avventura alla Juventus. La scelta di John Elkann per il dopo Comolli è ricaduta sul dirigente italiano che più avrebbe voluto negli ultimi anni di ricostruzione. Altre volte il numero uno di Exor ha tentato l’assalto all’ad del Sassuolo, ma senza riuscire ad affondare per via del legame inossidabile fra il dirigente e il suo club. Carnevali ha 65 anni, è uomo di conti ed esperto di calcio: per certi versi la scelta fatta in favore di Comolli rifletteva il suo profilo, ma con meno conoscenza diretta nel calcio italiano. L’esperienza di Carnevali nell’Italia del pallone è invece lunga, cominciata in provincia nella Milanese, dove ha conosciuto per questioni di mercato Ariedo Braida e Beppe Marotta, e proseguita con una lenta ascesa al Monza e al Pavia fino a operare in Serie B al Como e al Ravenna. 

Riferimento

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Carnevali è approdato al Sassuolo nel 2014, diventando in poco tempo l’uomo di fiducia del patron Giorgio Squinzi e della sua famiglia. Da quel momento, lui e il club neroverde sono stati una cosa sola, esercitando le mansioni di direttore generale e amministratore delegato. Un’epoca piena di soddisfazioni, la più recente l’estate scorsa con il ritorno in Serie A ad appena un anno dalla retrocessione in B della stagione 2023-24, che è il punto più basso della sua gestione. Carnevali al Sassuolo è stato un uomo d’ordine, sempre ligio alla sua mission: quella di operare sulla strada delle valorizzazioni, così da innescare un sistema virtuoso di autofinanziamento utile al bilancio del club. 

Modus operandi

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Nell’ottica dei piccoli numeri da far lievitare con il lavoro di campo, Carnevali ha sempre osservato con attenzione la filiera dei settori giovanili italiani, le categorie minori e le occasioni offerte dal mercato delle grandi. Un’attenzione che gli ha consentito d’incassare quasi tre volte di più l’investimento fatto su Locatelli, preso a 14 milioni dal Milan e rivenduto alla Juve per 36, o più del doppio da Frattesi, acquisito per 14 milioni dal settore giovanile della Roma e venduto per 31,4 dopo un percorso di crescita fatto anche in prestito con le maglie di Ascoli, Empoli e Monza. Su Scamacca il Sassuolo ha preso 38,5 milioni, dopo averne investiti 4. Un impeccabile lavoro dell’area scouting, che Carnevali ha sempre tenuto in considerazione, ha portato ai colpi internazionali Demiral (preso a 8 e venduto a 19) e Boga (preso a 4 e ceduto a 22 all’Atalanta, oggi alla Juve), oltre alle operazioni made in Italy fatte con Politano (preso dal Pescara a 8 e ceduto a 21 all’Inter) e Sensi (preso dal Cesena a 5,5 milioni e rivenduto a 5 più 25 di riscatto). E poi Raspadori, orgoglio del settore giovanile del club: ceduto per 28 milioni complessivi al Napoli. Carnevali è stato molto abile anche nella scelta degli allenatori, avendo concesso il trampolino a Eusebio Di Francesco, Roberto De Zerbi e Fabio Grosso. Prima dell’ultima puntata: Alberto Aquilani.



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