il bivio tra una nuova bandiera e l’ennesima plusvalenza

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Il talento di Frattaminore ha mostrato qualità importanti nella sua prima stagione in A, ma la concorrenza e le logiche di mercato complicano il suo futuro a Napoli

Antonio Vergara è uno dei calciatori del Napoli più richiesti sul mercato. Prodotto della cantera partenopea, nell’ultima stagione ha saputo sfruttare l’emergenza infortuni per conquistarsi una maglia da titolare, mettendosi in mostra con gol e giocate di grande qualità. Poi, proprio nel momento migliore, è stato fermato a sua volta da un fastidioso problema che ha anticipato la conclusione della sua prima annata in Serie A. Per caratteristiche tecniche e percorso, è considerato l’erede di Lorenzo Insigne, una potenziale bandiera azzurra. Sul suo futuro, però, pesano le logiche del mercato.

Napoli, i numeri dell’exploit di Vergara

Dopo un’ottima stagione in Serie B con la Reggiana, la scorsa estate il Napoli ha deciso di trattenere Vergara, soprattutto per ragioni legate alle liste europee. Pur ricevendo a più riprese gli elogi di Conte, il classe 2003 ha iniziato a trovare spazio con continuità soltanto da metà gennaio, quando l’emergenza infortuni ha decimato la rosa. Il suo bilancio parla di un gol e tre assist in campionato, oltre a una gemma che ha fatto esplodere il Maradona nella sfida contro il Chelsea in Champions League. Poi, il 6 marzo contro il Torino, il sogno si è bruscamente interrotto: una lesione distrattiva della fascia plantare del piede sinistro lo ha costretto ai box per quasi due mesi. La Serie A gli ha riservato soltanto altri dieci minuti, quelli disputati alla penultima giornata contro il Pisa. Minuti che potrebbero essere stati anche gli ultimi con la maglia della squadra del cuore.

Vergara come Insigne: stesso inizio, futuro diverso?

Vergara e Insigne sono nati a pochi chilometri di distanza: Antonio a Frattaminore, Lorenzo a Frattamaggiore. Numero 26 il primo, 24 il secondo. Simile anche il percorso: entrambi cresciuti nel settore giovanile azzurro, hanno maturato esperienza tra Serie C e Serie B prima di fare ritorno a casa e imporsi con la prima squadra. Ma se il “Magnifico” ha scritto la storia del Napoli con dieci stagioni da protagonista, 434 presenze e la fascia da capitano al braccio, il suo possibile erede rischia di lasciare il club dopo appena una stagione nel calcio dei grandi. Eppure le sue qualità non sono in discussione. Vergara ha dimostrato di avere strappi, progressione, dribbling e capacità di finalizzazione: no, non è un calciatore comune. È esattamente uno di quei talenti capaci di infiammare i tifosi e di cui la Nazionale italiana avrebbe tremendamente bisogno.

Perché Vergara potrebbe essere sacrificato

Con i rientri dai prestiti, il Napoli si ritrova a fare i conti con una rosa XXL e poche possibilità di piazzare gli esuberi. Dalle eventuali cessioni di Lukaku e De Bruyne – ma l’ex City gode della fiducia di Allegri – il club di De Laurentiis ricaverebbe poco: il vero affare sarebbe per il monte ingaggi. Diventa dunque inevitabile chiedersi chi siano oggi i gioielli più appetibili. Anguissa e Lobotka hanno rispettivamente 30 e 31 anni e contratti in scadenza nel 2027, fattori che limitano le loro valutazioni. David Neres è un campione di cristallo, mentre Alisson Santos è chiamato a confermare quanto di buono mostrato nella seconda parte di stagione. I veri asset tecnici del Napoli sono McTominay e Hojlund, ma entrambi sono considerati incedibili. E allora resta Vergara, che ha un contratto fino al 2029 ed è già finito nel mirino di club come Tottenham e Como. Se dovesse arrivare un’offerta da circa 30 milioni di euro, la sua cessione potrebbe diventare una possibilità concreta.

La posizione di Allegri su Vergara

Il calciatore gode della stima di Allegri, che nel 4-3-3 o nel 4-2-3-1 lo vedrebbe bene come mezzala, sulla destra a giocarsi il posto con Neres oppure in posizione centrale, nelle vesti di jolly offensivo in alternativa a De Bruyne. Da parte dell’allenatore livornese c’è tutta la volontà di valorizzarlo, ma resta da capire anche quale sia il reale pensiero di Vergara, che non è più un ragazzino. A gennaio spegnerà 24 candeline e, forse, punta a un ruolo da titolare per consacrarsi definitivamente.

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