Jashari e Pavlovic, l’intenzione è quella di restare al Milan

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Lo svizzero e il serbo daranno, su basi diverse, priorità al Diavolo: Ardon vuole rifarsi dopo una stagione piena di problemi, Strahinja dare continuità in termini personali a una crescita evidente

Per qualcuno è la mancanza della Champions, per qualcun altro quella di Allegri, per altri ancora l’incertezza progettuale. In questo momento chi è un tesserato del Milan è portato a riflettere parecchio e ognuno di loro potrebbe in teoria avere un buon motivo per non vedersi a Milanello quando scatterà la nuova stagione. Però, in mezzo a mille incertezze e accanto a qualche compagno che probabilmente è davvero destinato a svuotare l’armadietto, c’è anche chi invece dice no. No alle preclusioni e ai preconcetti. Perché c’è anche chi, nonostante tutto, sarà contento di rimanere. Sono i giocatori che, in base a com’è andata la stagione passata e al momento specifico della carriera in cui si trovano ora, preferiscono pensare di proseguire in rossonero. Ovviamente nella convinzione che i guai di quest’anno non si ripeteranno.

intenzione

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In quest’ambito spiccano soprattutto due nomi: Jashari e Pavlovic. Arrivano da una stagione molto diversa per impiego e legame con l’allenatore, ma sono accomunati dall’intenzione di restare al Milan. Lo svizzero lo ha già detto chiaramente nei giorni scorsi ai suoi agenti: la volontà, forte, è quella di rimanere perché, al netto del contratto, il desiderio è quello di mettersi alla prova e dimostrarsi all’altezza lungo una stagione “vera”. E non trascorsa perennemente a inseguire una forma mai realmente raggiunta dopo il crac al perone. A pesare nel bilancio personale di Ardon c’è anche la consapevolezza di essere stato il secondo investimento più oneroso (34 milioni più bonus) della scorsa estate dopo Nkunku. Pensare di cambiare aria, a 24 anni (da compiere a fine luglio), solo perché la prima avventura non è andata a buon fine, sarebbe controproducente e non gioverebbe alla sua immagine. Anche se poi in realtà non è una questione di immagine: Jashari è un ragazzo che ama mettersi in gioco e lottare per i propri obiettivi. Oltretutto, vista l’incertezza sulla permanenza di Modric e Rabiot, all’orizzonte per lui potrebbe esserci molto più spazio. Lo svizzero è un profilo che ha mercato e fa gola, all’estero e anche in Italia (Juve, soprattutto), ma è intenzionato a non muoversi.

sgrezzato

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Lo stesso vale per Pavlovic, sebbene il serbo sia in teoria uno dei rossoneri più appetibili sul mercato dopo un’annata di enorme crescita. Lui, come Jashari, vorrebbe restare dov’è e quindi il “pericolo” semmai potrebbe arrivare nel caso in cui in via Aldo Rossi citofoni qualcuno con un’offerta irrinunciabile (piace allo United, per esempio). Questa è l’unica opzione per immaginare un Milan ’26-27 senza di lui. Allegri lo ha plasmato, sgrezzato e armato con abilità offensive insospettabili. Il resto ce l’ha messo lui: nella seconda parte di stagione ha provato, assieme a pochissimi altri, a essere d’esempio per spirito e atteggiamento all’interno di un gruppo che stava affondando. La missione purtroppo è fallita ma Strahinja è uscito migliorato e fortificato da questa annata. Tra l’altro, se davvero arrivasse Glasner, potrebbe continuare a giocare nell’ambito di una difesa a tre sicuramente a lui più congeniale rispetto alla linea a quattro. Un allenatore a lui gradito, così come sarebbe gradito avere un dt come Rangnick: Pavlovic prima di sbarcare a Milanello giocava a Salisburgo, roccaforte Red Bull da cui è passato Glasner una dozzina d’anni fa e dove Rangnick ha portato avanti il suo modello di calcio in campo e fuori.



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