Terremoto Milan, esonerato Allegri e cacciata la dirigenza – Calcio

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La mancata qualificazione in Champions League ha trasformato la stagione del Milan in un “fallimento inequivocabile”. E allora è inutile aspettare: via tutti, dal tecnico ai dirigenti. Il giorno dopo la sconfitta horror con il Cagliari, Gerry Cardinale fa piazza pulita di tutti: in un colpo solo esonera Massimiliano Allegri, l’ad, Giorgio Furlani, il ds, Igli Tare, e il dt, Geoffrey Moncada. Ci sono volute meno di 24 ore per arrivare al colpo di spugna, ufficializzato da un comunicato di Redbird sul sito ufficiale rossonero: “È ora tempo di cambiamento e di una profonda riorganizzazione dell’area sportiva del club. Con effetto immediato, si conclude il percorso”. Ovvie le motivazioni. “Dopo la delusione della scorsa stagione, il mandato definito dalla proprietà era chiaro: tornare in Champions e costruire le basi per vincere e rimanere con continuità ai vertici della Serie A. Per gran parte della stagione siamo rimasti nelle prime due posizioni del campionato, con la concreta possibilità di competere per lo scudetto.

Per approfondire Agenzia ANSA Inter stravince, crollo Milan e Juve: il pagellone della serie A – Notizie – Ansa.it Roma e Como show volano in Champions, male Lazio e Fiorentina. Napoli falcidiato dagli infortuni. Bene Sassuolo, l’unica neopromossa a salvarsi, e l’Udinese (ANSA)

 

Il finale di stagione, però, è stato ben al di sotto del livello mostrato fino a quel momento e la deludente sconfitta di ieri sera ha trasformato questa stagione in un fallimento inequivocabile”. Una decisione inedita perché anche quando furono esonerati Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli nel 2018, fu fatto con due comunicati distinti. Ora il Milan ha praticamente un intero organigramma da ricomporre. Restano il presidente, Paolo Scaroni, che non si occupa di aspetti sportivi ma solo della questione stadio, il Chief financial officier, Stefano Cocirio e il Chief revenue officer, Maikel Oettle. A Zlatan Ibrahimovic, consigliere di Cardinale, e Massimo Calvelli, componente del cda da poco più di sei mesi, spetta ora l’arduo compito di trovare persone all’altezza della rifondazione del Milan, dalla panchina, al mercato, alla gestione del club. Un’altra stagione deludente, dopo aver rivoluzionato la società, sarebbe difficile da giustificare. Si conclude così dopo appena un anno, la seconda avventura di Allegri sulla panchina del Milan. Una stagione iniziata con bello slancio, tanto da lottare per il titolo, ma nella seconda parte dell’anno c’è stata la scivolata nel buio senza uscita. Nel girone di ritorno il Milan ha avuto un ritmo da nono posto, con 14 punti di differenza dall’Inter campione. Un tracollo inaccettabile. Evidente anche l’involuzione di Rafael Leao e Christian Pulisic, i due giocatori di maggior talento diventati poi riserve. Bisognerà poi capire cosa faranno i fedelissimi di Allegri come Adrien Rabiot, Mike Maignan e Luka Modric. Senza Champions e senza il tecnico, la loro permanenza è tutt’altro che certa. Molto deve essere sistemato. Il club deve avere un amministratore delegato forte e competente, un ds esperto e capace, un allenatore carismatico e di spessore.

Trovare tre persone di questo calibro in poche settimane non sarà facile. Per ora i tifosi, che hanno duramente contestato Gerry Cardinale anche sotto l’hotel di lusso in pieno centro scelto dal patron rossonero, restano a guardare per capire che direzione prenderà il nuovo Milan. E per il momento si respira più aria di incertezza che di speranza. Sarà un’estate di programmazione e rinascita, per ora però il Milan è orfano di dirigenti e allenatore, spaesato in questa nuova dinamica lontana dalla Champions che sta diventando un’abitudine.    

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