Il tecnico rossonero fiducioso sulla decisiva partita contro il Cagliari nonostante la media disastrosa del 2026: serve vincere per la Champions
Tutto e il contrario di tutto si è sentito in questi giorni sul Milan e su Allegri. C’è chi lo vede come il vero vincitore delle dispute interne con i pieni poteri che Cardinale sarebbe disposto a concedergi e chi lo immagina già con la valigia, con destinazione Nazionale o Napoli. Chi lo conosce bene però sa perfettamente che il conte Max ha in testa solo la qualificazione alla Champions, vero obiettivo stagionale reso più vicino dal successo a Marassi con il contemporaneo crollo della Juve. Basterà battere il Cagliari domani a San Siro ma le condizioni della squadra negli ultimi mesi fanno pensare che non sarà una passeggiata, anche se i sardi sono già salvi.
Il Milan va in Champions se…
Qualora i rossoneri dovessero pareggiare o perdere contro il Cagliari si aprirebbe un ventaglio lunghissimo di ipotesi legato ai risultati delle rivali. Ben 16 combinazioni di cui 5 vedrebbero il Milan fuori dalla Champions. Eccole
- Milan, Juventus e Como a quota 71 con Roma a quota 73: vanno in Champions Roma e Como;
- Roma, Juventus e Como a quota 71 con Milan a quota 70: vanno in Champions Roma e Como;
- Roma a quota 73, Juventus e Como a quota 71, Milan a quota 70: vanno in Champions Roma e Como;
- Roma a quota 73, Milan e Juventus a quota 71, Como a quota 68 o 69: vanno in Champions Roma e Juventus;
- Juventus e Como a quota 71 con Milan e Roma a quota 70: vanno in Champions Juventus e Como
Allegri rivela il vero pericolo per il Milan
Può cambiare il futuro di Allegri con o senza Champions? “Il futuro è domani, è decisiva per tutti noi. La vittoria sarebbe anche un ringraziamento ai tifosi che ci hanno sempre sostenuto. Sono rientrati tutti, anche Modric, ci sarà bisogno di tutti, è possibile che la gara si decida nell’ultima mezzora. Domani decido chi gioca, l’importante è avere tutti a disposizione”. Caso Leao, sarà la sua ultima volta a San Siro ma potrebbe non partire dall’inizio: “Abbiamo quattro giocatori davanti e c’è anche Pulisic, vediamo. Sia Leao che Pulisic comunque ritengo possano dare ancora tanto al Milan in futuro”. Rabiot aveva rivelato che Allegri aveva invitato tutti a isolarsi senza sentire cosa si diceva fuori: “Corriamo solo un pericolo, quello di affrontare la partita con meno attenzione rispetto a Genova. Le critiche devono motivarci ancor di più“.
L’importanza della società forte
Ultimamente la proprietà è stata più presente: “Chi deve fare da traino a tutto è sempre la società, una società forte fa lavorare meglio tutti. La proprietà ci è stata ancor più vicina negli ultimi tempi, ora tocca a noi fare risultato sul campo. Ho sentito le belle parole di Modric, mi hanno fatto piacere, è un esempio importante per tutti. Il ritiro? Lo hanno chiesto venerdì i giocatori, è un atto di responsabilità che hanno avuto”.
Dopo un passaggio sul possibile ritorno di Galliani (“Sono dinamiche societarie, io devo pensare solo a fare l’allenatore, la società deve pensare a cosa è meglio per il Milan”) e su Tare (“Non devo metter bocca io su queste cose, a 30 ore dalla partita più importante dell’anno questi discorsi non servono a niente”) Allegri fa un chiarimento sulla Champions: “Se i ragazzi ci regalano questo obiettivo sarà merito loro ma la posizione che occuperemo domani sera sarà quella che avremo meritato. Dite che sono asettico? Ci sta ma la cosa importante è sempre fare questa professione con grande passione, anche la società sta mettendo un impegno importante. Io sono contento di rimanere al Milan ma dipende tutto dal risultato di domani, che sposterà l’opinione da una parte o dall’altra”.
Ultima riflessione sulle parole di Marotta che ha ricordato come l’Inter sia l’unica squadra di Milano con due stelle: “Devono essere da stimolo per tutto il Milan che è a un passo dalla seconda stella, è un’ambizione che dobbiamo sempre avere”.


