perché è un momento chiave dell’inchiesta  

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Lungo colloquio del club referee manager nerazzurro, ascoltato come teste dai magistrati: vogliono capire se abbia davvero incontrato Rocchi 

È durato ben tre ore il colloquio presso la Procura di Milano tra i magistrati e Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter, riguardante l’inchiesta sul mondo degli arbitri e in particolare sull’ormai ex designatore Gianluca Rocchi. Si tratta di un momento chiave delle indagini, che potrebbe avere riflessi anche sulla giustizia sportiva.

Arbitri, Schenone dell’Inter per tre ore in Procura

Giorgio Schenone, ex direttore di gara e soprattutto club referee manager dell’Inter, è rimasto per tre ore a colloquio con Maurizio Ascione, il magistrato della Procura di Milano titolare dell’indagine sul mondo degli arbitri e in particolare sulla coppia composta dell’ex designatore Gianluca Rocchi e sull’ex supervisore Var Andrea Gervasoni, entrambi indagati per frode sportiva. Dopo di lui sono stati ascoltati anche il neo-designatore Dino Tommasi e l’ex presidente Aia Antonio Zappi.

Il perché della durata del colloquio è presto spiegata: Schenone, non indagato e ascoltato come persona informata dei fatti, è considerato un elemento chiave dell’inchiesta portata avanti dalla Procura.

Perché Schenone è importante

Ascione sta infatti provando a ricostruire attraverso testimonianze e – secondo quanto riferito da Il Fatto Quotidiano – anche intercettazioni la rete di contatti di Rocchi e Gervasoni per capire se vi sia stato effettivamente un tentativo da parte dei vertici arbitrali di accontentare l’Inter con la designazione di arbitri graditi o, viceversa, con la mancata designazione di fischietti giudicati sgraditi dal club nerazzurro.

L’interrogatorio di Schenone, in particolare, si è concentrato sul presunto incontro tra quest’ultimo e Rocchi che sarebbe avvenuto al Meazza il 2 aprile 2025: obiettivo del meeting sarebbe stato pilotare le designazioni delle partite successive, in particolare la semifinale di Coppa Italia Milan-Inter, che secondo l’accusa sarebbe stata assegnata allo “sgradito” Daniele Doveri per evitare che quest’ultimo arbitrasse i nerazzurri nella finale col Bologna e nelle ultime giornate di campionato. I nerazzurri, infatti, erano in lotta col Napoli per lo scudetto.

Giustizia sportiva in attesa

L’obiettivo del colloquio di oggi era capire se Schenone avesse effettivamente incontrato Rocchi e se i due avessero davvero provato a “combinare” gli arbitri per le partite successive dell’Inter. Questa ipotesi, se dimostrata, non solo permetterebbe probabilmente alla Procura di confermare le accuse nei confronti di Rocchi e Gervasoni, ma rappresenterebbe un punto di svolta anche sul fronte della giustizia sportiva, perché obbligherebbe la Procura Figc a riaprire le indagini sul mondo arbitrale e a verificare anche le responsabilità dell’Inter. Per l’inizio delle indagini da parte della giustizia sportiva bisognerà però prima attendere il termine dell’inchiesta della Procura di Milano, al momento ancora coperta da segreto investigativo.

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