Pisa-Lecce 1-2, Pisa e Verona in Serie B

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Di Banda e Cheddira le reti che regalano ai salentini la vittoria in casa dei toscani e il +4 sulla Cremonese terz’ultima. Per i nerazzurri è di Leris il gol della bandiera

Fabio Russo

Giornalista

Il Pisa e il Verona salutano ufficialmente la Serie A, il Lecce compie tre lunghissimi passi verso la salvezza. Succede di tutto nell’anticipo della 35ª giornata di Serie A, anche se, alla fine, il risultato finale è quello più pronosticabile alla vigilia: grazie ai gol di Banda e Cheddira (e alle parate dell’immancabile capitan Falcone), Di Francesco vince in casa del Pisa (in rete con Leris), condanna nerazzurri e veneti al ritorno tra i cadetti con 3 giornate di anticipo e, soprattutto, adesso, a +4 sulla Cremonese, ha il destino della permanenza in A nelle proprie mani. Per i toscani resta un’altra serata amara, come del resto tutta una stagione, contraddistinta da un pubblico encomiabile e una squadra abile pure a produrre buone trame di gioco, ma incapace di concretizzare e, soprattutto, di tenere alla distanza. E, infatti, anche stasera, è stato questo il film della partita.

lecce, un tempo di paura a pisa

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Sarà perché si confrontano una squadra che ha la leggerezza mentale di chi non ha più nulla da perdere e una che accusa il peso dell’occasione dal non sprecare, fatto sta che nel primo tempo la formazione che sembra a caccia della salvezza sembra il Pisa. Con lo schieramento di Vural e Moreo qualche metro dietro a Stojilkovic, Hjliemark prende presto il controllo del centrocampo e i toscani si rendono presto pericolosi. Peccato per loro, però, che le occasioni migliori capitino sui piedi dello svizzero si origini serbe, ancora a secco di reti in A dopo l’arrivo a gennaio. In un caso, è lui a sprecare, dopo un bel suggerimento di Angori, mettendo sull’esterno della rete solo davanti a Falcone (15′). Nell’altro è bravissimo a saltare in dribbling in area Siebert, ma è altrettanto determinante Tiago Gabriel, che si immola sul tiro del numero 81 nerazzurro indirizzato all’angolino (21′). Ci proveranno, poi, anche Canestrelli (rigore in movimento su assist di Leris, parato da Falcone) e Moreo, che mette largo di testa su nuovo suggerimento di Angori. E il Lecce? Ramadani fatica in regia, Cheddira è abbandonato in avanti nella morsa di Caracciolo e Bozhinov, Pierotti gira a vuoto, così la squadra di Di Francesco si affida praticamente soltanto alle accelerazioni di Banda a sinistra e Danilo Veiga a destra. Anche per i salentini il rammarico è che le potenziali occasioni capitano sui piedi sbagliati: quelli di Coulibaly, che viene schierato da trequartista, ma, come dimostrano i 7 gol segnati in 161 partite di A, non ha certo nella finalizzazione la sua caratteristica principale. Così, quando Banda gli serve un pallone in area piccola da toccare in rete, il maliano finisce per stopparlo e favorire l’intervento del numero uno avversario. E l’unica circostanza in cui Semper si deve superare è per rimediare al… fuoco amico: un retropassaggio killer di Akinsanmiro al centro della porta che il portiere nerazzurro respinge con una quasi miracolosa scivolata (23′).

banda-cheddira, gol della salvezza?

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Nella ripresa, la gara si accende all’improvviso: dopo la terza occasione sprecata da Stojilkovic (49′,  bravissimo Falcone a rimanere in piedi e murare con la mano sinistra), succede di tutto. Il Lecce, certamente entrato in campo con uno spirito più propositivo rispetto al primo tempo, alla prima chance utile punisce i toscani: Ramadani innesca Cheddira, che resiste a una doppia carica e serve Banda sulla sinistra in area. Lo zambiano evita Canestrelli e indirizza un tiro forte e secco quasi all’incrocio che non permette replica a Semper. Per lui è il quarto gol in questo campionato e il fatto che sia il capocannoniere stagionale del Lecce dice tanto sulla pochezza offensiva dei giallorossi. Dopo tanta sofferenza, comunque, il più sembra fatto per Di Francesco e i suoi, eppure la gioia dura appena 4 minuti: il tempo che una rimessa laterale lunga sul lato corto dell’area venga respinta corta da Siebert e infilata all’angolino opposto da Leris con una parabola ad arcobaleno. I toscani alzano il baricentro alla ricerca della vittoria dell’orgoglio, ma così si espongono alle ripartenze giallorosse. Ed è così che nasce la rete decisiva: Pierotti recupera palla a metà campo e si avvia da solo fino al limite dell’area avversaria, quando serve Cheddira. Il marocchino in prestito dal Napoli trova la sua prima, pesantissima rete con la nuova maglia e ripaga così, seppur con colpevole ritardo, la fiducia che Di Francesco aveva riposto in lui da gennaio. Pierotti e Cheddira, proprio due dei giocatori più deludenti del primo tempo, diventano gli eroi della notte giallorossa. Con loro, Falcone che, a poco più di un quarto d’ora dalla fine, compie un clamoroso miracolo sul neoentrato Piccinini, respingendone un colpo di testa dall’area piccola. Una certezza, lui sì. Come il fatto che, da oggi, Pisa e Verona penseranno a come provare a risalire al più presto. Per Di Francesco, invece, reduce da due retrocessioni consecutive con Frosinone e Venezia, da stasera la salvezza è davvero più vicina.



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