un super Gosens trascina la Viola a +8 dalla terzultima, si interrompe la striscia positiva di Sarri

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Top e flop del match del “Franchi”, che ha chiuso la 32esima giornata di Serie A: Basic impalpabile, buon rientro di Zaccagni. Fabbian il meno brillante

I tre schiaffi dal Crystal Palace in Conference non hanno abbattuto la Fiorentina che non ha steccato il match-point per la salvezza. Al Franchi, alla squadra di Vanoli è bastata la rete di Gosens centrata nel primo tempo per mandare ko la Lazio. Con questo successo, la Viola si porta a +8 dalla terz’ultima, piazzando un mattone pesantissimo per la corsa salvezza. Si interrompe la striscia positiva dei biancocelesti, che ora mettono nel mirino la semifinale di Coppa Italia della settimana prossima contro l’Atalanta.

Le scelte di Vanoli e Sarri

Diversi assenti per Vanoli, che si affida a Piccoli come riferimento offensivo, supportato sugli esterni da Fazzini e Harrison. In mezzo al campo, insieme a Mandragora, spazio a Fabbian e Ndour. Solomon rientra tra i convocati e parte dalla panchina, mentre restano fuori Kean e Parisi. Diverse assenze anche nella Lazio che, però, ritrova Zaccagni dal primo minuto. In attacco viene scelto Dia, con Cancellieri che agirà sulla fascia destra. Al centro della difesa spazio alla coppia Romagnoli-Provstgaard. Pronti a entrare a gara in corso Pedro, Isaksen e Cataldi.

La sblocca Gosens

Subito pericolosa la Lazio con la conclusione di Zaccagni su invito di Dia che chiama De Gea a un grande intervento. Gli uomini di Sarri approcciano alla sfida con maggiore aggressività, la Fiorentina, invece, cresce con il passare dei minuti. Prima Cancellieri spreca una ghiotta occasione a tu per tu con l’estremo difensore viola, poi arriva la replica dei padroni di casa con la botta di Piccoli che termina fuori dallo specchio.

I ritmi si abbassano, ma alla mezz’ora è la Fiorentina a sbloccare il match: azione avviata da Fazzini, che serve Mandragora, abile ad allargare su Dodo. Il brasiliano trova Harrison sulla destra, cross morbido in area e Gosens, di testa, batte Motta trovando l’angolo basso alla sua sinistra. Il primo tempo si chiude con la squadra di Vanoli in vantaggio.

Brivido Var e muro De Gea: la Fiorentina blinda il risultato

La Lazio spinge sull’acceleratore con l’intento di riequilibrare il match. Il pallino del gioco, nei primi scampoli della ripresa, è tra i piedi dei biancocelesti, che provano a tessere la tela alla ricerca del varco giusto per imbucare la retroguardia avversaria. La Fiorentina, però, non si scompone, sempre pronta a pungere in ripartenza. Di fatto, la strategia Viola si concretizza, con Harrison che si accende con una doppia fiammata.

I ritmi non decollano e la gara si assesta su binari piuttosto blandi, finché a riaccendere gli animi ci pensa un episodio da moviola con il contatto in area di rigore tra Mandragora e Noslin. Fabbri viene richiamato al VAR, ma dopo un lungo check al monitor conferma la decisione di campo: il contatto non viene ritenuto punibile e niente penalty per la Lazio. A poco meno di dieci minuti dal 90′, Ratkov, appena entrato, mette i brividi a De Gea con un colpo di testa insidioso. Non c’è più tempo, vince la Fiorentina.

Rivivi le emozioni di Fiorentina-Lazio

Top e flop della Fiorentina

  • Gosens 7: Dalla Lazio alla Lazio, il terzino non segnava proprio dalla gara d’andata contro i biancocelesti. Stappa la partita e svolge un ottimo lavoro difensivo. (35′ st Balbo sv)
  • Harrison 6.5: Gara attenta e di qualità, impreziosita dal traversone per l’incornata vincente di Gosens.
  • De Gea 6: Si fa trovare subito pronto scaldando i guantoni dopo appena tre giri di lancette sull’incursione di Zaccagni. Attento, come sempre, nel corso di tutta la sfida.
  • Fazzini 6: Volitivo e propositivo in mezzo al campo. Cala nella ripresa. (39′ st Solomon sv)
  • Dodo 6: Avvio contratto. Col passare dei minuti ritrova le geometrie, tornando a essere il solito Dodo, innescando a più riprese la manovra offensiva della squadra.
  • Fabbian 5.5: Avulso dalla manovra. Manca il guizzo o l’imbucata vincente.

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Top e flop della Lazio

  • Dia 5.5: Parte bene, facendosi vedere subito con la fiammata per Zaccagni. Poi, cala con il passare dei minuti. (22′ st Pedro 5.5: Nervoso, ammonito nel finale con il brutto fallo ai danni di Piccoli)
  • Nuno Tavares 6: Dai suoi piedi nascono le occasioni più insidiose dei biancocelesti.
  • Zaccagni 6: Torna in campo dal primo minuto e restituisce immediatamente estro, brio e imprevedibilità alla manovra offensiva biancoceleste. Esce dopo 45 minuti, ma si tratta di una staffetta a scopo conservativo. (1′ st Noslin 6: Chiamato per dare la scossa, porta indubbiamente vivacità al pacchetto avanzato. Generoso anche in fase difensiva).
  • Lazzari 5.5: Si fa bruciare da Gosens in occasione del gol.
  • Cancellieri 5.5: Difetta in cinismo divorandosi una palla gol a tu per tu con De Gea. Un’altra prova con le polveri bagnate in cui fa mancare il guizzo negli ultimi metri, pur provando a compensare la scarsa lucidità offensiva con un generoso lavoro sporco in fase di non possesso. (22′ st Isaksen 5.5: Prova ad accendere la luce negli ultimi metri, ma nemmeno il suo ingresso riesce a sortire gli effetti sperati).
  • Basic 5.5: Impalpabile. Non approccia bene alla sfida rivelandosi mai realmente incisivo. (1′ Dele-Bashiru 6: Irrobustisce la mediana e prova ad alzare i giri del motore. Garantisce un buon mix di fisicità e dinamismo).

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