Il messicano, reduce da quattro mesi e mezzo di stop, è considerato un’arma importante per gli ultimi due mesi di stagione. E anche in ottica futura: sarà preferito a Füllkrug
Sono stati, recupero compreso, soltanto diciotto minuti. Ma ne sono scaturite buone sensazioni. Su tutte, quella che Gimenez potrà dare una mano importante in questi ultimi due mesi di passione. Lui ce ne ha messi quattro e mezzo per ripresentarsi in campo, scegliendo di risistemare la caviglia chirurgicamente in modo da risolvere la questione una volta per tutte. Nell’anno che porta al Mondiale – che oltretutto sarà casalingo – meglio eliminare il problema alla radice, dev’essere stato il ragionamento di Santiago. Intervento effettuato a metà dicembre, dopo un autunno di sofferenza che lo ha tolto gradualmente di scena partita dopo partita.
movimenti
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Ora che Santi è tornato fra i convocati, Allegri si sfrega le mani: avrà un centravanti in più a disposizione, con una gigantesca volontà di rivincita e un debito di riconoscenza nei confronti del club: il messicano vuole dare un senso compiuto alla fiducia e all’investimento economico del Milan nei suoi confronti. L’auspicio di Max ovviamente è che Gimenez compaia davvero nei tabellini, a differenza di quanto era successo nella prima parte dell’anno. Comunque, giocava lui. Un po’ perché era l’unico centravanti di ruolo in rosa, un po’ perché le altre punte – che non sono prime punte – non garantivano il suo lavoro. E quindi Santi giocava anche se non segnava. In campionato è ancora a secco (c’è un timbro in Coppa Italia) e, insomma, il dato spicca perché i minuti trascorsi in campo – al netto dei problemi fisici – sono 639. Ma ci sono movimenti, protezione del pallone, attacco agli spazi e altre caratteristiche che solo lui è in grado di dare. Si immaginava che sotto determinati aspetti Füllkrug avrebbe colmato il vuoto lasciato da Gimenez, ma non è stato così: il tedesco si fa apprezzare per approccio e spirito di sacrificio, molto meno per efficacia.
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apprezzamento
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Füllkrug è un nome fortemente coinvolto nei ragionamenti che riguardano Gimenez perché parte dell’attacco rossonero cambierà volto. E tutti e due non possono rimanere a Milanello, in virtù del fatto che arriverà a prescindere un nuovo centravanti di spessore. Dall’arrivo del tedesco in avanti pareva profilarsi una sorta di ballottaggio in vista dell’estate: chi riuscirà a rimanere in rossonero? La bilancia adesso pende pesantemente verso il messicano. Un po’ perché Füllkrug sta rendendo al di sotto delle attese, un po’ perché per riscattarlo occorrerebbe mettere mano al portafogli (5 milioni), un po’ perché se restasse occorrerebbe adeguargli lo stipendio, ma soprattutto perché Gimenez di base è ben visto da tutte le aree del club. Lo apprezza l’allenatore, lo apprezza la dirigenza. Diciamo che di base lo ritengono un centravanti con caratteristiche tali da meritarsi il Milan. Un giocatore da riportare ai fasti olandesi col Feyenoord. Col vantaggio di essere già “in casa” e il desiderio di spaccare il mondo dopo uno stop interminabile. Il sistema di gioco – 3-5-2- o 4-3-3 – è relativo: Santi ha imparato – anche senza segnare, anche stando fuori – a convincere tutti a Milanello e dintorni.
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