Non sarà uno psicodramma, ma l’Inter attraversa senza dubbio il momento più complicato della stagione. I due punti raccolti nelle ultime tre partite, ultimo il pari contro la Fiorentina, hanno riaperto un campionato che sembrava chiuso e che ora vede i nerazzurri con sei punti di vantaggio sul Milan e sette sul Napoli, quando appena tre settimane fa il margine era in doppia cifra. A ridimensionare l’allarme è il presidente Giuseppe Marotta, intervenuto a margine dell’assemblea della Lega Serie A.
“Non siamo davanti a uno psicodramma, ma a una situazione difficile come spesso accade nello sport. Era impensabile per me poter essere qui, a otto giornate dalla fine, in questa situazione, meritatamente primi con sei punti di vantaggio. Siamo in una situazione di difficoltà e involuzione, ma non cerco alibi: ce la giocheremo fino in fondo, con la consapevolezza di essere comunque primi in classifica”, ha spiegato il dirigente nerazzurro”.
Uno dei temi resta anche quello arbitrale, dopo il mancato rigore per il tocco di mano di Pongracic contro la Fiorentina. “In un campionato ci sono lamentele da parte di tutte le società. Non sono qui per lamentarmi. Alla fine dell’anno, secondo me, si equivalgono torti e favori, ma non deve essere un alibi. I giocatori devono sapere che dietro l’angolo può esserci un errore arbitrale e devono essere più forti”, ha aggiunto Marotta. “Oggi siamo davanti a una pletora di esperti di Var, tanti opinionisti hanno acclarato che ieri c’era un calcio di rigore. Mi limito a questa valutazione, non facciamo le vittime. Ci deve essere una uniformità di valutazioni, il protocollo oggi viene utilizzato non in modo omogeneo. Sono per l’uniformità, oggi vengono interpretati in modo troppo soggettivo certi episodi. Auspico che nella prossima stagione si crei un protocollo omogeneo, arrivando a un certo tipo di arbitraggio omogeneo”.
Al di là delle parole, i numeri certificano la flessione: tre partite consecutive senza vittorie in campionato, evento che non si verificava dalla stagione 2022/23 tra marzo e aprile. E a preoccupare è soprattutto il rendimento dei leader: Barella e Thuram appaiono in calo, con l’attaccante francese che, senza Lautaro, non è riuscito a reggere il peso dell’attacco.
A tenere in piedi la squadra è stato invece Pio Esposito, classe e personalità inattese: due gol nelle ultime due gare e un’altra occasione sfiorata nel finale contro la Fiorentina. Il calo è evidente anche nei dati. La produzione offensiva è calata drasticamente: dai 2,49 xG a partita nelle prime 27 giornate a 1,62 (-35%) nelle ultime tre, mentre i gol fatti sono crollati da 2,37 a 0,67 (-72%). In difesa, le occasioni concesse sono aumentate (+47%), con un incremento più contenuto delle reti incassate (+28%). Non è però solo una questione di numeri, ma anche di qualità dello sforzo. Le distanze percorse restano elevate, in linea con le avversarie, ma diminuiscono sprint e accelerazioni: contro il Milan 1,90 km contro 2,28, contro la Fiorentina 2,00 contro 2,28. Un dato che si riflette in campo, tra difficoltà nel pressing, minore incisività nelle transizioni e attacchi meno profondi. Non un crollo fisico, ma una fase in cui manca brillantezza. Ed è proprio su questo che l’Inter dovrà intervenire per evitare di vedere le rivali avvicinarsi ancora di più.
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