contromossa. Niakhate minaccia e sui social spunta la Marocco League

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La CAF assegna la Coppa d’Africa a tavolino al Marocco, il Senegal annuncia ricorso e attacca: “È una vergogna per l’Africa”. Niakhaté “minaccia”, cosa succede ora.

La Coppa d’Africa è stata assegnata al Marocco a tavolino, ma il Senegal – vittorioso sul campo, lo scorso 18 gennaio – non si arrende e dichiara “guerra”, definendo la sentenza una “vergogna per l’Africa”. Niakhate attacca e sui social spunta la “Marocco League”.

Ribaltone CAF, Coppa d’Africa al Marocco

La CAF ha consegnato l’ultima Coppa d’Africa al Marocco, revocando la vittoria al Senegal attraverso una decisione controversa, destinata a creare un pericoloso precedente. La finale fu caratterizzata dall’uscita dal campo del Senegal, come forma di protesta dopo l’assegnazione di un calcio di rigore al Marocco in pieno recupero.

L’unico a rimanere sul rettangolo di gioco fu Sadio Mané, evitando di fatto la sconfitta a tavolino al Senegal, che dopo diversi minuti di attesa si decise a proseguire la partita, terminata ai supplementari dopo il rigore sbagliato da Brahim Diaz con un “cucchiaio” orribile e vinta dal Senegal grazie al gol di Gueyé.

La Caf accoglie il ricorso del Marocco, rabbia Senegal

Il Marocco ha successivamente presentato ricorso contro il risultato della partita, accolto dal Comitato d’Appello della CAFin applicazione dell’articolo 84 del Regolamento della Coppa d’Africa CAF (AFCON)”, decretando il 3-0 a tavolino in favore del Marocco.

Un epilogo clamoroso, accolto con giubilo dal Marocco e con rabbia dal Senegal, che ha immediatamente annunciato di voler presentare ricorso, attraverso le dichiarazioni del segretario generale della Federcalcio senegalese, Seydou Sow: “La legge è dalla nostra parte”, ha commentato ai microfoni dell’emittente pubblica Radiodiffusion Télévision Sénégalaise, come riportato dal Corriere dello Sport.

E’ una vergogna per l’Africa”, ha proseguito Sow, definendo la decisione della CAF “una farsa che non poggia su alcuna base giuridica”. Quindi l’accusa del dirigente della Federcalcio senegalese: “Abbiamo avuto l’impressione che la commissione fosse lì per eseguire un ordine e non per applicare la legge”.

Il Senegal annuncia ricorso, la “minaccia” di Niakhaté

L’eventuale ricorso del Senegal potrebbe essere presentato al Tribunale Arbitrale dello Sport con sede a Losanna. Un organismo indipendente che, solitamente, impiega circa un anno per arrivare a un verdetto. I primi a essere colpiti dal verdetto della CAF, che ha ritenuto fondato e ammissibile il ricorso del Marocco, comunque sanzionato di 60.000 dollari per le intemperanze commesse dai suoi tesserati nei pressi del monitor del Var al momento dell’assegnazione del calcio di rigore, sono stati i calciatori del Senegal.

Tra questi Moussa Niakhaté, che su Instagram ha chiaramente fatto intendere di non essere disposto a mollare la Coppa d’Africa vinta, con un eloquente messaggio corredato da una foto che lo ritrae festante con in mano il trofeo vinto sul campo: “Venite a prenderlo! Sono pazzi”, ha commentato.

Sui social spunta la “Marocca League”

Sui social, intanto, spuntano post divertenti, tra cui quello della pagina satirica “Ne parlamo al Clab”, che fa il verso al programma Sky con Fabio Caressa e Giuseppe Bergomi. “Marocca League”, è il post pubblicato, con Hakimi seduto su un trono e i compagni di Nazionale, Bounou e Brahim Diaz ai suoi lati. Appaiono anche due leoni, il simbolo del Senegal, docilmente sdraiati a terra.

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