“Chivu si offende se lo diciamo. Bastoni? Ora basta”

ALL calcio
5 Min Read

Fulvio Collovati, dopo sette stagioni in rossonero, si trasferì sull’altra sponda dei Navigli nel 1982: è con lui che abbiamo analizzati gli strascichi post derby

Fulvio Collovati in esclusiva per analizzare gli strascichi post derby. Due giorni dopo è sempre la stracittadina della Madonnina a tenere banco nelle cronache calcistiche. La vittoria del Milan ha riportato la squadra di Massimiliano Allegri a sette punti di distanza dalla capolista Inter.

L’allenatore nerazzurro, Cristian Chivu, non ha saputo invertire la rotta negli scontri diretti, vincendone solo uno fino a questo momento, contro la Juventus in uno dei match più discussi dell’intero campionato per quanto riguarda le decisioni arbitrali. Nonostante questo, è saldamente in vetta alla classifica e all’orizzonte non sembra essersi riaperta la lotta per lo Scudetto.

Inter prevedibile e lenta: ma lo scudetto non è a rischio

Almeno a sentire uno dei più importanti doppi ex della stracittadina milanese come Fulvio Collovati che, dopo sette stagioni in rossonero, si trasferì sull’altra sponda dei Navigli nel 1982, subito dopo la conquista della Coppa del Mondo con la Nazionale italiana guidata dall’indimenticato commissario tecnico Enzo Bearzot.

“A meno di un crollo improvviso da parte l’Inter, non credo possa riaprirsi. A parte la partita la partita di domenica che mi è sembrata la fotocopia della partita col Bodo. La squadra è stata prevedibile, lenta, ha creato pochissimo. Ed Allegri era quello che voleva. Ma, adesso, ci sarà sicuramente la reazione dei nerazzurri, me l’aspetto. E poi, il Milan dovrebbe vincere sempre. Ha perso il derby, ma è ancora la candidata numero uno per la vittoria dello Scudetto”.

Registrati a Virgilio Sport per continuare a vedere questo contenuto

Bastano pochi click

Chivu non deve offendersi, i nerazzurri reagiranno

Come detto, sotto accusa è finito mister Chivu, reo di essere uscito sconfitto da entrambi i derby stagionali, cosa che non succedeva alla prima stagione con un nuovo allenatore dal 1975/1976, quando in panchina sedeva Giuseppe Chiappella.

“Bisogna fare una distinzione: è primo in classifica in campionato con sette punti di vantaggio, avendo vinto solo uno scontro diretto. Questo significa che qualche merito ce l’ha. Però, non si deve offendere se viene criticato dopo l’uscita dalla Champions League col Bodo/Glimt – spiega Collovati a Virgilio Sport – Bisogna sottolineare che contro una squadra che nel nostro campionato veleggerebbe a metà classifica, è stato eliminato. Tutto qui. Da un lato sono critico, dall’altro dico che, dopo il derby, reagiranno. Non posso immaginare il contrario, altrimenti non ci sarebbe via d’uscita da questa situazione”.

Il mani di Ricci? Era rigore

Tornando alla partita in senso stretto, ha fatto molto discutere il fallo di mano di Samuele Ricci nel finale, episodio che il direttore di gara Doveri ha considerato non punibile incassando anche il placet degli addetti al Var e, nella giornata di ieri, dai vertici del mondo arbitrale.

Ma Collovati la pensa diversamente.

“Ai miei tempi, un calcio di rigore così non l’avrebbero mai dato, oggi sì. Dunque, era rigore, c’è poco da dire. Chivu non ha voluto parlare dell’episodio, questo gli fa onore. Ma non ci si può aggrappare ad un episodio. Resta, in ogni caso, l’incertezza anche tra gli addetti ai lavori su questo tipo di situazioni. Il tocco di mano c’è e, tendenzialmente, nel calcio attuale tendono a punirli”.

Bastoni? Questa cosa deve finire

Infine, da difensore a difensore: Bastoni, dopo quanto successo contro la Juventus, viene subissato di fischi non appena tocca palla in tutti gli stadi d’Italia. Collovati, dall’alto della sua esperienza, quale consiglio si sente di dare al Nazionale italiano?

“Quella partita l’ho commentata e abbiamo subito sottolineato la simulazione, che lui stesso ha ammesso nei giorni seguenti. Dopodiché, la cosa deve finire lì. I fischi ci stanno, quando sono passato dal Milan all’Inter ne ho presi moltissimi e ho continuato a giocare come sempre. Stessa cosa farà lui. Si tapperà le orecchie e andrà avanti. Il problema non sono i fischi, i tifosi fanno quello che vogliono, non penso ci sia niente di male. Sono le volgarità e l’odio social che devono essere evitati, non sono concepibili”.

Share This Article
Leave a Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *