dalla fatal Verona al 5 maggio, Allegri può farcela? Dì la tua

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Dopo il successo nel derby i rossoneri ora sono a -7 dalla capolista Inter, la storia insegna che l’impresa è possibile: questi i casi più clamorosi

L’Inter fa spallucce (“eravamo a +10, di che parliamo?”), il Milan fa finta di niente (“pensiamo solo alla zona Champions”) ma dopo il derby di ieri sera a San Siro quello scudetto che sembrava già solidamente attaccato sulle magliette nerazzurre comincia ad avere qualche cedimento. I rossoneri sono a -7 con 10 giornate ancora da giocare. Sognare si può? La storia dice di sì. Queste le rimonte più clamorose dell’era recente.

La fatal Verona e il Milan di Sacchi

Partendo dagli anni 70 una storica rimonta scudetto vede il Milan protagonista in negativo. E’ la stagione 1972-73: i rossoneri di Nereo Rocco a 6 giornate dalla fine hanno 5 punti vantaggio sulla Juve ma li lasceranno tutti per strada chiudendo con la beffa del ko nella “fatal Verona” quando persero 5-3 con i bianconeri che, battendo 2-1 la Roma all’Olimpico, si laurearono campioni d’Italia. Nella storia dei due punti a vittoria, l’ultima rimonta significativa è quella datata 1987-88 e stavolta arrise al Milan. Con Sacchi in panchina l’avvio di stagione fu difficile mentre il Napoli di Maradona, campione in carica, volava. Nel finale di stagione però gli azzurri crollarono: a 5 giornate dalla fine avevano ancora 4 punti di vantaggio, arrivarono allo scontro diretto col Milan al San Paolo avanti di un punto ma persero 3-2. Lo spogliatoio azzurro si ribella a Bianchi, arriva un comunicato contro il tecnico ma in campo i partenopei perdono le ultime due gare e regalano il titolo al Milan che non andò oltre due pareggi nelle ultime due gare.

L’harakiri della Lazio e la pioggia di Perugia

In tempi più recenti non si può dimenticare la stagione 1998-99. Vola la Lazio di Eriksson che a 7 giornate dalla fine ha 7 punti di vantaggio sul Milan ma ecco il crollo: le sconfitte nelle ultime giornate contro Roma, Juventus e il pareggio contro la Fiorentina regaleranno lo scudetto ai rossoneri di Zaccheroni che coronano la rimonta vincendo 2-1 a Perugia con l’iconica immagine di Galliani che esulta invasato sugli spalti.

Ancor più beffardo quanto accadde nel 1999-2000 alla Juventus di Ancelotti: primi con 9 punti di vantaggio a 8 giornate dal termine i bianconeri dilapidarono quasi tutto il tesoretto arrivando però all’ultimo turno con 2 punti in più della Lazio. Mentre i biancocelesti battevano 3-0 la Reggina, a Perugia si scive la storia. Collina sospende la partita (ferma sullo 0-0) per oltre un’ora a causa di un violento nubifragio. Alla ripresa del match, sul campo ancora zuppo del Curi è Calori a regalare al Perugia il successo, ad Ancelotti la beffa e alla Lazio – che aspettava notizie dalle radioline – lo scudetto.

Il 5 maggio dell’Inter

Il precedente più inquietante per Chivu risale alla stagione 2001-02. L’Inter di Cuper possiede 3 punti di vantaggio sulla Roma e 6 sulla Juventus a 5 giornate dalla fine del campionato ma i nerazzurri arrivano all’ultima giornata con un sol punto di vantaggio sui bianconeri e di 2 sulla Roma. E’ il 5 maggio 2002. All’Olimpico affrontano una Lazio che non ha molto da chiedere alla stagione, vanno due volte in vantaggio, ma commettono errori grossolani, in particolar modo Gresko, che agevolano la rimonta biancoceleste. Finisce 4-2 per la Lazio, con Ronaldo in lacrime in panchina, e la Juve di Lippi che vincendo a Udine conquista lo scudetto. Riuscirà il Milan di Allegri ad entrare nella storia?

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