Dal Parma alla Roma, i bianconeri hanno incassato 21 gol nelle ultime otto partite senza mai tenere la rete inviolata: quasi la metà dei tiri in porta ha bucato i portieri della Signora
Il ciclo di ferro della Juventus è finito, alla Continassa si tira un sospiro di sollievo e si guarda ai prossimi impegni stagionali con la consapevolezza di un calendario meno esigente e con la pressione di un obbligo di filotto: servono vittorie su vittorie per massimizzare le possibilità di ottenere il quarto posto e il conseguente ricco pass per la prossima Champions League. Ciò che però il complicatissimo mese di febbraio ha lasciato in eredità a Luciano Spalletti non è soltanto la doppia eliminazione tra Coppa Italia ed Europa, né il sesto posto da abbandonare – per lidi migliori – al più presto, ma una fase difensiva che all’improvviso si è scoperta fragile e disattenta, bersagliata nei sette scontri diretti vissuti in sequenza dopo la fine della finestra invernale di calciomercato. In tutto, 21 gol al passivo dall’inizio di febbraio (Parma -Juventus 1-4) al 3-3 in casa della Roma. Nello stesso lasso di tempo nessun club dei top campionati europei ha incassato così tanto, con il secondo posto occupato dal Newcastle di Sandro Tonali a quota 16.
nei Top 5 campionati europei
Gol subiti dal 1° febbraio al 1° marzo in tutte le competizioni
| Squadra | Partite | Gol subiti | Tiri in porta subiti | % gol |
|---|---|---|---|---|
Dieci volte peggio
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Il dato, oggettivamente, è impressionante. Se da un punto di vista metodologico è ovvio che chi gioca più partite incassa più reti – i 12 gol subiti dall’Espanyol in quattro match di Liga sono un parziale peggiore – dall’altro una squadra come la Juventus ha vissuto un peggioramento incredibile e improvviso: negli otto incontri precedenti, i portieri della Signora avevano raccolto il pallone dal fondo della rete soltanto due volte. Da due a 21, oggettivamente, è un’enormità. La sequenza di partite contro Pisa, Udinese, Sassuolo e Genoa è l’assist migliore del calendario per tornare a trasmettere calcio sulle vecchie frequenze di solidità, non tanto per i numeri – lasciano il tempo che trovano fuori dalle analisi – quanto per l’importanza di non mettersi nei guai contro difese molto probabilmente chiuse in attesa dell’occasione per colpire in contropiede.
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le soluzioni
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La somma dei gol subiti non è un dato isolato. In circa un caso su due la Juventus ha subito gol al primo tiro in porta concesso, i portieri bianconeri hanno parato soltanto il 52% delle conclusioni nello specchio e spesso e (mal)volentieri la squadra si è messa nei guai da sola subendo reti in azioni iniziate con una palla persa in fase di costruzione. Spalletti ripete giustamente che si tratta di problemi che vanno risolti collettivamente e infatti in questo momento la caccia all’uomo non servirebbe a nessuno: il recupero di Gleison Bremer può già essere un punto di ripartenza importante anche se a Roma si è vista un po’ di ruggine, ma è organicamente che la Juventus deve tornare a giocare in modo equilibrato e a tenere alta l’attenzione rendendo sostenibile il proprio calcio. Se le fondamenta restano solide, buttare giù il castello bianconero diventa complesso. Per il futuro, poi, ci sarà tempo: gli occhi sono soprattutto sull’argentino Marcos Senesi, in uscita a parametro zero dal Bournemouth e seguito anche dalla Roma.
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